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AlbinoLeffe News   L'AlbinoLeffe si racconta | Punto d'oro al Comunale

L'AlbinoLeffe si racconta | Punto d'oro al Comunale
Venerdì 14 Aprile 2017 09:17
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Dopo una settimana di assenza, torna a grande richiesta la rubrica “L’AlbinoLeffe si racconta” e lo fa con il botto. Il ricordo che andremo a scongelare dalla nostra memoria freezer è uno dei più belli e prestigiosi da quando questo sodalizio è stato fondato nel 1998. Bando alle ciance dunque, mettiamo il casco d’ordinanza e tutte le protezioni del caso perché dobbiamo partire a tutta birra con la nostra macchina del tempo, che oggi terminerà la sua corsa nella stagione 2006-2007.

Un’annata che si prospettava difficile, sia per il clima pesante che si respirava nel post-calciopoli, sia per quello che questo “scandalo” comportava, ovvero un innalzamento del livello del campionato cadetto dovuto alla retrocessione della società più blasonata d’Italia, la Juventus. Se della gara del girone d’andata contro i bianconeri avevamo già parlato nella prima apparizione di questa serie, oggi andremo a “ripescare” il match di ritorno, che fu  altrettanto interessante ed emozionante.

altCi troviamo alla trentatreesima giornata di campionato e l’AlbinoLeffe arriva alla trasferta di Torino forte di un andamento positivo che gli ha permesso, fino a quel momento, di rimanere nelle zone medio-alte di classifica. L’obiettivo, seppur fortemente proibitivo sulla carta, è quello di fare punti per riscattare la sconfitta patita nella giornata precedente contro il Genoa in terra ligure. Il compito è improbo anche perché la Juventus, dopo la debacle di Brescia, ha inanellato una striscia positiva di cinque vittorie consecutive che non sembra poter essere interrotta, oltre a non aver mai perso tra le mura amiche, collezionando 17 vittorie e soltanto un pareggio contro l’Arezzo.

In più quasi tutti i titolarissimi sono a disposizione di mister Deschamps, eccezion fatta per Alessandro Del Piero che, come all’andata, non sarà della partita a causa di problemi muscolari dell’ultimo minuto. A rimpiazzarlo però c’è il giovane talento Raffaele Palladino che agirà a ridosso del puntero David Trezeguet, rientrato dopo le tre giornate di squalifica. Giocatori del calibro di Buffon, Chiellini, Nedved e Camoranesi sono un lusso per la categoria e solo il loro nome, ha l’effetto di incutere timore ai malcapitati avversari.

La compagine seriana però, forgiata nella tempra e nel carattere dal suo allenatore, l’esperto stratega Emiliano Mondonico, non è di questo avviso e già allo Stadio Atleti Azzurri d’Italia aveva dato dimostrazione della propria forza e compattezza, equivalendo per tutti i novanta minuti i bianconeri.

Il 6 aprile dell’anno solare 2007 il Comunale di Torino (lo Juventus Stadium ai tempi esisteva soltanto nei pensieri e nei progetti degli architetti) fa da sfondo alla gara diretta per l’occasione da sig. Damato della sezione di Brescia. Passano tre minuti dal suo fischio d’inizio e Bonazzi fa partire un bel tiro-cross che attraversa tutta l’area juventina senza che nessun compagno riesca ad avventarsi sul pallone.

Lo spavento ha l’effetto di una sveglia per i padroni di casa, che al 20’ sfiorano il vantaggio con una doppia chance consecutiva su cui è strepitoso Marchetti a rispondere, negando la gioia del gol prima a Balzaretti e poi a Palladino. Al 22’ invece è Peluso a impensierire di testa Buffon, ma il numero uno della Nazionale è attenta e manda il pallone sopra la traversa. La risposta arriva due giri di lancette più tardi con Birindelli che s’inserisce ottimamente, ma è impreciso al momento di concludere.

La Juventus come logico fa la partita e l’AlbinoLeffe aspetta e riparte con efficacia ed è proprio da una di queste ripartenze che arriva la rete del vantaggio orobico. Al 33’ infatti Buffon viene trafitto da un tocco sul primo palo che manda in visibilio i supporters accorsi da Bergamo. La gioia però è effimera, perché intensa ma breve, dato che solo cinque minuti più tardi Balzaretti s’inventa il gol della domenica, scavalcando Marchetti dai 25 metri con un bellissimo “lob” con il piatto destro. Pareggi. Palladino e Nedved provano a ribaltare le sorti dell’incontro  prima dell’arrivo dell’intervallo ma, se nel primo caso ha un bel riflesso l’estremo difensore bluceleste, nel secondo il ceco alza troppo la mira. 

La ripresa vede la Vecchia Signora pigiare sull’acceleratore per sbloccare il risultato di parità e a rendersi protagonista è Trezeguet che, prima con una capocciata non riesce a centrare lo specchio della porta e poi, intorno al quarto d’ora di gioco, serve a Palladino la palla del possibile sorpasso, ma il giovane attaccante spara alto.

Deschamps gioca la carta del tutto per tutto inserendo Bojinov al posto di uno spento Camoranesi. E’ proprio il nazionale bulgaro a far sudare freddo Marchetti e tutto il popolo bluceleste, quando al 39’ un suo colpo di testa termina la propria corsa contro il palo. L’ultima occasione della partita però è di marca seriana, con il neo-entrato Cellini che lanciato in contropiede viene anticipato in extremis dal francese Boumsong. I cinque minuti di recupero accordati dalla terna arbitrale non sortiscono alcun effetto ed il risultato non si schioda dal 1-1, bissando così il pareggio casalingo maturato nel match d’andata.

Quell’AlbinoLeffe riuscì nell’impresa di bloccare per ben due volte una Juventus imbottita di campioni del mondo, venendo considerata così a tutti gli effetti la loro bestia nera. Un ostacolo insormontabile, un mostro di compattezza, assemblato con sapienza ed astuzia da un mago della tattica: Emiliano Mondonico.
 
 
 
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