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Lo Sapevi Che... | 3 Curiosità sui prossimi avversari dell'#aL: la PRO SESTO

A due giorni dal match di campionato che vedrà i ragazzi di mister Marcolini impegnati a Sesto San Giovanni contro la Pro Sesto (domenica 21 novembre, ore 14.30), ecco alcune curiosità sulla società biancoceleste.

1) STORIA: La Società Ginnico Sportiva Pro Sesto nacque nel 1913 grazie allo sforzo economico di alcuni appassionati. A capo del nuovo sodalizio venne posto Iginio Trasi, che divenne primo presidente e primo allenatore del club.
La prima gara ufficiale venne disputata il 17 gennaio 1915, quando i sestesi affrontarono la Nazionale Lombardia imponendosi con il punteggio di 2-1.
La Pro Sesto vanta come risultato più prestigioso della sua storia quattro partecipazioni al campionato di Serie B tra la fine degli anni Quaranta e l'inizio degli anni Cinquanta. I migliori piazzamenti sono due settimi posti, ottenuti in Cadetteria nelle stagioni 1947/48 e 1948/49.

2) VIVAIO: Nelle formazioni giovanili della Pro Sesto giocarono l'imprenditore Urbano Cairo e l'ex pilota automobilistico Ivan Capelli. Il primo - oggi Presidente del Torino - vi militò dai 16 ai 18 anni, giocando da esterno alto. Il secondo invece a partire dalla seconda metà degli anni Settanta, optando in seguito per la carriera motoristica.
Dal vivaio biancoceleste sono usciti anche giocatori come Cristian Brocchi, Fabio Macellari, Stefano Nava e Massimo Carrera.
Due formazioni giovanili della Pro Sesto hanno conquistato il titolo di Campione d'Italia nelle rispettive categorie: tra gli Allievi Nazionali Serie C1 e Serie C2 nella stagione 1989/90 e nella categoria Berretti nella stagione 2007/08 (vincendo in finale contro il Pescara).

3) STADIO: La Pro Sesto disputa le proprie gare interne allo Stadio "Ernesto Breda" di Sesto San Giovanni, alle porte di Milano. Edificata nel 1939, la struttura apparteneva alle industrie Breda; con l'acquisizione di tutte le aree agricole a nord del capoluogo lombardo da parte dell'ente Parco Nord Milano, anche lo stadio entrò a far parte del consorzio. Come per altri casi di edifici per residenza e servizi del patrimonio sestese, lo stadio venne realizzato a favore della comunità operaia nell'ambito di un contesto urbano-industriale che benficiava dell'influenza di un modello urbanistico-paternalista promosso dall'imprenditoria locale.

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