Mondonico: "Per la salvezza dobbiamo provare sempre a vincere"
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L'allenatore dell'AlbinoLeffe in conferenza stampa
L'imminente partita contro la Reggina, il momento del campionato, il modulo e le due gare giocate con Cittadella e Grosseto: ecco gli argomenti della conferenza stampa di Emiliano Mondonico prima dell'allenamento di rifinitura di oggi.
"Se punti alla salvezza, una partita tra Grosseto, Reggina ed Empoli la devi vincere. Quinidi se vuoi arrivare alla salvezza, devi giocare per vincere.
Potremmo giocare con lo stesso schieramento usato con il Cittadella e il Grosseto: come vedi non è il modulo che ti fa vincere le partite, ci ha fatto vincere 4 a 0 a Cittadella ma lo stesso non è successo con il Grosseto. Magari ci fosse un modulo che ti fa vincere e uno che non ti fa perdere, magari... Vincere o perdere dipende da tante altre cose. Nelle ultime due gare abbiamo giocato nella stessa maniera e abbiamo visto due gare completamente diverse. Nelle ultime due partite gli avversari erano abbastanza simili; il calcio è magnifico perché è fatto di questi perché. E a questi perché si possono dare tante risposte, che spesso partono dal risutato. Ma non dimentichiamo che a calcio si gioca 11 contro 11, spesso chi vince più duelli può vincere la partita.
Giocare 3-5-2 contro 3-5-2 fa sì che vinca la squadra che ha predominio nell'uno contro uno. Dipende da quale sarà l'esito dei confronti tra Bonazzoli con Piccinni e quello di Torri con Cosenza o chi per lui... Ma quando due squadre giocano specchiandosi, è chiaro che il risultato arriva dall'esito dei confronti diretti. Se una squadra è più brava di te...
Lebran è convocato, dobbiamo vedere se Bombardini è rientrato dall'isola dei famosi: mercoledì in amichevole non ha fatto grandi cose. Non mi aspetto che Bombardini prenda per mano la squadra, ma mi aspetto che gli uomini che hanno più qualità individuali facciano la differenza. Non per nulla Grossi e Torri hanno fatto una grande partita contro il Cittadella. Con il Grosseto è stato tutto più difficile, ma forse perché l'avversario era molto diverso, magari più difficile."