Intervista a Maurizio Viscidi, braccio destro di Sacchi
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Ospite d'eccezione oggi al centro sportivo dell'AlbinoLeffe. A fare visita alla Celeste, infatti è stato Maurizio Viscidi, braccio destro di Arrigo Sacchi al coordinamento del settore giovanile della Nazionale. Noi lo abbiamo raggiunto per farci raccontare i motivi di questa visita e per per parlare di calcio, soprattutto di giovani nell'attuale mondo del calcio.
Signor Viscidi. Ha appena concluso una lunga riunione con i dirigenti dell'AlbinoLeffe. Di cosa avete parlato?
“Innanzitutto mi ha fatto piacere ricevere l'invito dell'AlbinoLeffe. Abbiamo parlato di settore giovanile e di video analisi collegata al settore giovanile, cercando di capire come questa possa aiutare il miglioramento delle prestazioni”.
“L'AlbinoLeffe ci ha dato valori importanti come Belotti, Piacentini e Valoti che è passato al Milan. Purtroppo il settore giovanile seriano è stato penalizzato perchè con la retrocessione della prima squadra non è più possibile iscrivere le formazioni al campionato Primavera, Allievi Nazionali Ae B, però resta un settore giovanile molto valido e la dimostrazione è nel fatto che tanti elementi fanno parte delle varie nazionali. Bisogna fare un plauso alla società per come lavora”.
I giovani dell'AlbinoLeffe hanno la fortuna di potersi allenare in una struttura di primissimo livello come questa di Zanica.
“Le strutture sono importantissime, ma prima ancora serve la cultura nei giovani e qui si respira questo tipo di aria. Mi ha fatto molto fare questa visita perchè poche volte ho trovato gente così appassionata e soprattutto non mi era mai capitato che un presidente di un club stesse a parlare due ore di settore giovanile”.
Possiamo quindi immaginare che la relazione che farà a Sacchi sarà assolutamente positiva.
“Sì, ma non serve nemmeno una relazione perchè Arrigo conosce bene il valore di questo club ed è in rapporto costante con Aladino Valoti. Magari ci fossero tante società con la sensibilità dell'AlbinoLeffe”.
La squadra di patron Andreoletti, tra l'altro, è un vero e proprio spot in favore dell'utilizzo dei giovani del vivaio, visto che ogni domenica si vedono in campo molti più elementi di quanto non richieda il regolamento.
“E' una questione di filosofia. Per fare giocare i giovani serve un buon settore giovanile, un allenatore che sappia dare un gioco alla squadra in maniera che i giocatori non si sentano soli in campo, e poi bisogna avere un presidente, come avviene in questo caso, che capisca che i giovani sono un valore importante in un periodo economico molto difficile. Qui si riescono a coniugare queste tre cose, quindi complimenti”.
Vorrei chiudere la nostra intervista con una provocazione: perchè all'estero i grandi club non esitano a fare giocare giocatori appena ventenni, mentre in Italia si è considerati ancora acerbi anche a 23 anni?
“All'estero si gioca un po' prima, anche se quest'anno c'è stat un'inversione di tendenza da noi. I motivi sono molteplici: la presenza delle squadre, B per esempio, è molto utile; ma c'è anche un discorso culturale di presidenti che vogliono in rosa giocatori giovani del loro vivaio e non di quello di altri club; la capacità degli allenatori. Insomma i motivi sono tanti. Certamente però i nostri campionati si stanno ringiovanendo e anche la Nazionale ne trae beneficio”.
Articolo a cura di Fabio Manara – www.sportorobico.it




