Intervista al Presidente Andreoletti: "Il nostro progetto è vivo e ambizioso"
- Pubblicato in Prima Squadra
Momento di scossoni in casa AlbinoLeffe: dopo una prima parte di campionato ben al di sotto delle aspettative, la società ha deciso di intervenire con un cambio in corsa alla guida della panchina della Prima Squadra bluceleste. Al posto di mister Alessio Pala è stato promosso dalla Berretti mister Roberto Bonazzi, bandiera della formazione bergamasca nei primi anni della propria storia.
C'è bisogno di una svolta: la classifica, le (mancate) marcature, le prestazioni destano preoccupazione tra i tifosi e i sostenitori della compagine bergamasca. Siamo andati dritti al vertice per rispondere alle loro domande intervistando Gianfranco Andreoletti.
Presidente, perché non compra nessuno?
"Due buoni motivi. Primo, perché l'AlbinoLeffe ha - non da oggi - una propria filosofia. La Prima Squadra s'alimenta con i giovani, anzi con i giovani del proprio Settore Giovanile. La società è nata per dare questa opportunità ai nostri ragazzi e non ha paura di dare loro spazio".
E se finisce in Serie D?
"Cattiva questa domanda ma spero la faccia con spirito costruttivo: in ogni caso premettendo che sono convinto che presto riusciremo a risollevarci penso anche che mica sarebbe la fine del mondo".
Come no? E il Centro Sportivo di Zanica?
"Il Centro Sportivo aL è "l'officina", noi buoni bergamaschi la chiamiamo così, che assicurerà continuità alla nostra società. Sa quante società ho visto nuotare apparentemente nell'oro e sparire dopo sei mesi? Noi siamo ancora qua, grazie al lavoro e al sostegno di tante persone e all'impegno dei soci che condividono il nostro progetto. Io desidero che l'AlbinoLeffe resti al di là delle fortune del proprio Presidente. Comunque, dal punto di vista dei contributi, fra la Lega Pro e la D ci sta ben poca differenza. E, già che stiamo parlando del nostro Centro, qui la società sta ulteriormente investendo per renderlo sempre più la Casa dell'AlbinoLeffe, in cui i nostri ragazzi possano crescere insieme in un percorso che li faccia maturare come uomini e formare come sportivi. I nostri ragazzi devono portare avanti e concludere la propria crescita da tutti i punti di vista, quello tattico compreso. E dopo l'ingaggio di Zanchini come Responsabile del Settore Giovanile bluceleste, che ci sta dando una grossa mano, abbiamo riscontrato un bel miglioramento".
E il secondo motivo per cui non rinforza la squadra?
"Perché l'organico attuale secondo me è da medio-alta classifica e sono certo che riusciremo a dimostrarlo".
Ma non le pare carente? Se non dal punto di vista tecnico, almeno come alternative ...
"Bisogna avere e dare fiducia ai nostri giovani. Faccio un esempio. Se s'infortuna Taugourdeau, il sostituto naturale - fermo restando che le scelte spettano all'allenatore - c'è: Nichetti".
Non ha ancora 18 anni...
"Nichetti è solo il primo esempio che m'è venuto in mente. Ma anche Andrea Belotti non aveva ancora 18 anni, all'esordio".
A proposito. Che fine hanno fatto i soldi derivanti dalla cessione di Belotti al Palermo?
"Semplice. La risposta sta nel bilancio 2013-2014, approvato e pubblico. Denaro che ha coperto il passivo di gestione, salvo una rimanenza di un paio di centinaia di migliaia d'euro, che consentono alla società di portarsi avanti sui costi della stagione in corso. Senza quei soldi, in passato, qualcuno ha dovuto metterci le pezze".
E Pala non andava più bene?
"Il campo, cioè la classifica e le prestazioni della squadra, hanno detto di cambiare. Buona fase difensiva ma se poi si gioca sui rinvii e non sui passaggi la palla torna sempre indietro".
Colpa di Pala o di qualche giocatore magari non all'altezza?
"Questo il dibattito. Secondo me, in ogni caso, si sarebbe pur dovuto lavorare in proposito".
Sicché ora è lecito attendersi un cambiamento di modulo.
"Non è questione di modulo ma di "filosofia di gestione della palla".
La guida della Prima Squadra a Roberto Bonazzi. Perchè lui? Un allenatore esperto non avrebbe offerto più garanzie?
"È stata una scelta automatica. La panchina della Prima Squadra rappresenta la fine della filiera di crescita in casa AlbinoLeffe. Così come i giocatori, i tecnici li cresciamo noi. Bonazzi è stata la nostra bandiera da giocatore, poi ha fatto tutta la trafila allenando le giovanili con ottimi risultati. Arriva in Prima un po' in anticipo sulla tabella di marcia, d'accordo, ma l'esigenza del momento ha richiesto questa soluzione".
Presuntuoso?
"Chi, Bonazzi? Gli allenatori, chi più chi meno, un po' lo sono tutti. Noi la chiamiamo presunzione, loro autostima. Del resto, come fai a guidare con autorevolezza un gruppo, se non sei sicuro di te?".
C'è bisogno di una svolta: la classifica, le (mancate) marcature, le prestazioni destano preoccupazione tra i tifosi e i sostenitori della compagine bergamasca. Siamo andati dritti al vertice per rispondere alle loro domande intervistando Gianfranco Andreoletti.Presidente, perché non compra nessuno?
"Due buoni motivi. Primo, perché l'AlbinoLeffe ha - non da oggi - una propria filosofia. La Prima Squadra s'alimenta con i giovani, anzi con i giovani del proprio Settore Giovanile. La società è nata per dare questa opportunità ai nostri ragazzi e non ha paura di dare loro spazio".
E se finisce in Serie D?
"Cattiva questa domanda ma spero la faccia con spirito costruttivo: in ogni caso premettendo che sono convinto che presto riusciremo a risollevarci penso anche che mica sarebbe la fine del mondo".
Come no? E il Centro Sportivo di Zanica?
"Il Centro Sportivo aL è "l'officina", noi buoni bergamaschi la chiamiamo così, che assicurerà continuità alla nostra società. Sa quante società ho visto nuotare apparentemente nell'oro e sparire dopo sei mesi? Noi siamo ancora qua, grazie al lavoro e al sostegno di tante persone e all'impegno dei soci che condividono il nostro progetto. Io desidero che l'AlbinoLeffe resti al di là delle fortune del proprio Presidente. Comunque, dal punto di vista dei contributi, fra la Lega Pro e la D ci sta ben poca differenza. E, già che stiamo parlando del nostro Centro, qui la società sta ulteriormente investendo per renderlo sempre più la Casa dell'AlbinoLeffe, in cui i nostri ragazzi possano crescere insieme in un percorso che li faccia maturare come uomini e formare come sportivi. I nostri ragazzi devono portare avanti e concludere la propria crescita da tutti i punti di vista, quello tattico compreso. E dopo l'ingaggio di Zanchini come Responsabile del Settore Giovanile bluceleste, che ci sta dando una grossa mano, abbiamo riscontrato un bel miglioramento".
E il secondo motivo per cui non rinforza la squadra?
"Perché l'organico attuale secondo me è da medio-alta classifica e sono certo che riusciremo a dimostrarlo".
Ma non le pare carente? Se non dal punto di vista tecnico, almeno come alternative ...
"Bisogna avere e dare fiducia ai nostri giovani. Faccio un esempio. Se s'infortuna Taugourdeau, il sostituto naturale - fermo restando che le scelte spettano all'allenatore - c'è: Nichetti".
Non ha ancora 18 anni...
"Nichetti è solo il primo esempio che m'è venuto in mente. Ma anche Andrea Belotti non aveva ancora 18 anni, all'esordio".
A proposito. Che fine hanno fatto i soldi derivanti dalla cessione di Belotti al Palermo?
"Semplice. La risposta sta nel bilancio 2013-2014, approvato e pubblico. Denaro che ha coperto il passivo di gestione, salvo una rimanenza di un paio di centinaia di migliaia d'euro, che consentono alla società di portarsi avanti sui costi della stagione in corso. Senza quei soldi, in passato, qualcuno ha dovuto metterci le pezze".
E Pala non andava più bene?
"Il campo, cioè la classifica e le prestazioni della squadra, hanno detto di cambiare. Buona fase difensiva ma se poi si gioca sui rinvii e non sui passaggi la palla torna sempre indietro".
Colpa di Pala o di qualche giocatore magari non all'altezza?
"Questo il dibattito. Secondo me, in ogni caso, si sarebbe pur dovuto lavorare in proposito".
Sicché ora è lecito attendersi un cambiamento di modulo.
"Non è questione di modulo ma di "filosofia di gestione della palla".
La guida della Prima Squadra a Roberto Bonazzi. Perchè lui? Un allenatore esperto non avrebbe offerto più garanzie?
"È stata una scelta automatica. La panchina della Prima Squadra rappresenta la fine della filiera di crescita in casa AlbinoLeffe. Così come i giocatori, i tecnici li cresciamo noi. Bonazzi è stata la nostra bandiera da giocatore, poi ha fatto tutta la trafila allenando le giovanili con ottimi risultati. Arriva in Prima un po' in anticipo sulla tabella di marcia, d'accordo, ma l'esigenza del momento ha richiesto questa soluzione".
Presuntuoso?
"Chi, Bonazzi? Gli allenatori, chi più chi meno, un po' lo sono tutti. Noi la chiamiamo presunzione, loro autostima. Del resto, come fai a guidare con autorevolezza un gruppo, se non sei sicuro di te?".
Cesare Malnati