Il Presidente Andreoletti: "Un Palazzo senza più morale"
- Pubblicato in Prima Squadra
Piove sul bagnato nel mondo del calcio italiano. La situazione in Lega Pro prima, le ultime telefonate tra dirigenti sparse ai quattro venti poi. Sono giorni di fermento nel Palazzo. Un Palazzo che appare sempre meno solido. Il castello (di sabbia) rischia di crollare se gli organi competenti e la politica non sapranno dare risposte immediate e concrete ai problemi di stretta attualità. Con il nostro Presidente, Gianfranco Andreoletti, abbiamo provato ad analizzarli, a pochi giorni di distanza dall'intervista in cui il numero uno bluceleste auspicava un "grande gesto" del Presidente della Lega Pro Macalli.
Presidente, quando la settimana scorsa parlava di "una problematica subdola" francamente non coglievamo fino in fondo il senso della sua visione. Ora dopo gli ultimi fatti è tutto più chiaro...
"Frequentando il mondo del calcio ormai da più di vent'anni, è facile leggere le situazioni che si nascondono dietro la facciata. Attenzione ora a non fare l'errore di pensare che il problema sia non più 'Macalli' ma 'Lotito': sarebbe un errore imperdonabile. A mio giudizio il problema vero è che la Federazione ha perso la capacità d'indirizzo strategico che dovrebbe, invece, contraddistinguerla. Quel tavolo da anni è più un 'tavolo sindacale' che non un consesso capace di elaborare politiche sportive in una visione d'insieme”.
Cosa sta succedendo concretamente?
“Questa debolezza è stata prima voluta e poi sfruttata da una componente che nel nome della competitività europea vuol ridurre, anziché incrementare, le risorse che il sistema attribuisce al calcio minore, dimenticando che la filiera parte dagli oratori. Oltre a ciò bisogna combattere la visione di chi vuol premiare i bacini d'utenza anziché le capacità sportive, i riferimenti al Carpi e al Frosinone che leggiamo sui giornali sono significativi, perché indirettamente promuovono un sistema non sostenibile, Parma insegna, che rende impossibile la cultura dei giovani e fa venir meno il senso di appartenenza locale, avendo come conseguenza anche lo svuotamento degli stadi".
Quindi?
"È necessario rifondare il Palazzo. Auspico che la politica attraverso gli organi preposti si renda conto che il sistema ha perso di moralità e che è indispensabile un rinnovamento profondo".
Presidente, quando la settimana scorsa parlava di "una problematica subdola" francamente non coglievamo fino in fondo il senso della sua visione. Ora dopo gli ultimi fatti è tutto più chiaro..."Frequentando il mondo del calcio ormai da più di vent'anni, è facile leggere le situazioni che si nascondono dietro la facciata. Attenzione ora a non fare l'errore di pensare che il problema sia non più 'Macalli' ma 'Lotito': sarebbe un errore imperdonabile. A mio giudizio il problema vero è che la Federazione ha perso la capacità d'indirizzo strategico che dovrebbe, invece, contraddistinguerla. Quel tavolo da anni è più un 'tavolo sindacale' che non un consesso capace di elaborare politiche sportive in una visione d'insieme”.
Cosa sta succedendo concretamente?
“Questa debolezza è stata prima voluta e poi sfruttata da una componente che nel nome della competitività europea vuol ridurre, anziché incrementare, le risorse che il sistema attribuisce al calcio minore, dimenticando che la filiera parte dagli oratori. Oltre a ciò bisogna combattere la visione di chi vuol premiare i bacini d'utenza anziché le capacità sportive, i riferimenti al Carpi e al Frosinone che leggiamo sui giornali sono significativi, perché indirettamente promuovono un sistema non sostenibile, Parma insegna, che rende impossibile la cultura dei giovani e fa venir meno il senso di appartenenza locale, avendo come conseguenza anche lo svuotamento degli stadi".
Quindi?
"È necessario rifondare il Palazzo. Auspico che la politica attraverso gli organi preposti si renda conto che il sistema ha perso di moralità e che è indispensabile un rinnovamento profondo".