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Prima Squadra

Il Presidente Andreoletti: "Punto sui giovani"

Con un'intervista realizzata da Donatella Tiraboschi e proposta quest'oggi sulle pagine del Corriere della Sera - Edizione di Bergamo, il Presidente Andreoletti rompe il silenzio dopo il ripescaggio. 

Dopo il ripescaggio dell’AlbinoLeffe, il presidente Gianfranco Andreoletti rompe il silenzio e spiega: «Riparto dai giovani». E sull’accordo per l’affitto dello stadio di Bergamo dice: «Una brutta pagina di democrazia amministrativa».

Presidente Andreoletti, soddisfazione per il ripescaggio dell’AlbinoLeffe in Lega Pro?

«Non parlerei di soddisfazione. Si tratta piuttosto di un premio ad una società che, in un momento di difficoltà, è riuscita ad avere le “carte in regola” per presentare la domanda di ripescaggio. È stato premiato il lavoro di chi ha curato tutto l’iter e dei soci pronti a sostenere l’impegno economico di questa operazione».

Impegno economico non proprio leggero…

«E di duplice natura, sia per la tassa d’iscrizione che per l’utilizzo dello stadio, dove le società stanno finanziando le opere che si stanno facendo».

Dal punto di vista sportivo, da dove e come riparte l’AlbinoLeffe?

alt«Abbiamo fatto una scelta. La partecipazione al campionato di Lega Pro era la condizione per continuare ad esistere. E quindi i soci hanno scelto di fare questo sacrificio economico nella consapevolezza che l’AlbinoLeffe nei dilettanti o ci sarebbe stato con un passaggio veloce o, forse, sarebbe venuto il momento di smontare la macchina, per lasciare spazio alle realtà locali. È una scelta legata alla filosofia operativa che ci ha sempre contraddistinto: quella del controllo dei costi e di lavoro sul settore giovanile».

In che ottica?

«Riteniamo che questa sia l’unica politica che può salvaguardare il calcio. Siamo una delle poche società che, al nostro livello, può vantare una continuità pluridecennale nel mondo professionistico, costellato da decine di fallimenti. Società di Lega Pro, della vecchia Serie C , che a livello di proprietà possono vantare questa anzianità, ce ne sono davvero poche».

Le aspettative?

«Mantenere la squadra in ambito professionistico, con quelle politiche di valorizzazione dei giovani in cui crediamo. Ne abbiamo parecchi e li riteniamo validi. A loro vogliamo dare la possibilità di approdare al mondo professionistico. L’AlbinoLeffe è nato con questa vocazione, dare ai giovani bergamaschi l’opportunità di crescere».

Con la categoria ritroverete anche gli sponsor?

«È prematuro per dirlo. Da parte loro c’è sempre stata un’attenzione che, mi auguro, venga rinnovata».

Sul mercato come vi muoverete?

«Per la Serie D avevamo pensato ad un certo tipo di struttura. Adesso vedremo di inserire nell’organico qualità ed esperienze che non avevamo previsto di dovere acquisire».

Servono giocatori di un certo tipo…

«Qualcuno lo abbiamo già preso, ci piacerebbe costruire una squadra con una solida fase difensiva, tanto per cominciare. Una squadra capace di impostare quel gioco che il mister sta progettando in maniera innovativa».

Sassarini approda per la prima volta alla Lega Pro…

«Quando l’abbiamo ingaggiato il mister si era proposto come un’assoluta garanzia per la Serie D. Siamo fiduciosi che, grazie alle sue qualità, possa utilizzare l’AlbinoLeffe come trampolino di lancio per la sua carriera».

La solida fase difensiva potrebbe partire da Biava?

«Beppe è partito dall’AlbinoLeffe e se tornasse sarebbe una scelta che apprezzeremmo molto. Glielo abbiamo detto, nel caso decidesse di farlo, a noi farebbe molto piacere. È una scelta che, però, spetta a lui».

Altri nomi?

«Anche di questo è prematuro parlare. Alcune pedine le abbiamo già, puntiamo ad aggiungerne altre che saranno frutto di un mercato che, anche per noi, maturerà negli ultimi giorni. C’è un enorme numero di giocatori in giro che aspetta l’occasione della vita».

Sono stati anni difficilissimi per la sua società. Ora si apre un nuovo capitolo?

«Non si tratta di questo. La mia aspettativa è che l’AlbinoLeffe possa continuare ad operare in modo serio. Una società che onori gli impegni assunti e che consenta ai giovani di crescere. Questa è la parte che dobbiamo fare, e cioè, la nostra parte. Dal punto di vista sportivo bisogna accettare i risultati del campo che a volte premiano e a volte, come lo scorso anno, no. Sono stati fatti degli errori che abbiamo pagato».

Con quale morale?

«Quella che fa parte della vita. Si impara sbagliando, e quello che è successo è un’ulteriore conferma. Vediamo se la lezione ci sarà servita. Ai nostri tifosi lancio un messaggio chiaro; non sono un presidente che vi può promettere l’Europa. Quello che posso assicurare è l’impegno di un lavoro serio con i giovani e a tutti i livelli in ambito societario».

E lo stadio?

«Una brutta pagina di democrazia amministrativa ma ne parliamo un’altra volta».

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