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Prima Squadra

Il Presidente Andreoletti: "Avanti con impegno e tenacia!"

Per l'AlbinoLeffe quest'oggi si conclude un anno particolarmente travagliato. Per la società orobica e per il suo Presidente Gianfranco Andreoletti, il 2015 ha forse rappresentato uno dei momenti più difficili di questo emozionante percorso, in cui le soddisfazioni non sono di certo mancate. E' proprio il Presidente bluceleste a concedersi a noi per un'intervista esclusiva, in cui parlare del passato, del presente e del futuro del club.

Buonasera Presidente, quest'oggi si conclude un anno decisamente tormentato per tutti gli amanti di AlbinoLeffe. Prima la retrocessione, poi il ripescaggio, ora una posizione di classifica che di certo non permette di dormire sonni tranquilli. Qual è la ricetta per lasciarsi alle spalle quanto accaduto quest'anno e ripartire?

"Conosco una sola formula per superare i momenti difficili: è quella dell'impegno e della tenacia. Anche in quest'occasione utilizzeremo questa ricetta avendo ben presente, senza farci facili illusioni, che la lotta alla salvezza si deciderà all'ultimo minuto dell'ultima gara utile".

altGuardandosi indietro, ha qualche rimpianto? C'è qualche scelta che non rifarebbe?

"Tutte e nessuna. Non posso non riconoscere che alcune decisioni da me prese si sono dimostrate sbagliate, ma per giudicarle bisognerebbe anche contestualizzarle nella situazione e nel momento in cui sono state fatte. In ogni caso è un esercizio inutile, bisogna solo girare pagina e lavorare".

Il ripescaggio ha rappresentato un passaggio cruciale di questo 2015. Tra i 500 mila euro a fondo perduto versati alla FIGC e il canone d'affitto dello stadio di Bergamo, il sacrificio fatto dalla società rappresenta qualcosa di straordinario per una squadra di terza serie. A distanza di qualche mese, ora possiamo chiederglielo. Chi o cosa l'ha convinta a spendere così tanti soldi per permettere all'AlbinoLeffe di mantenere la categoria?

"L'AlbinoLeffe nasce per espressa volontà dei soci per 'mantenere in vita una società professionistica', pensando che ciò fosse utile per offrire ai ragazzi bergamaschi un modello di crescita umana oltre che sportiva, fatta di sacrifici e di continuo confronto competitivo con altri ragazzi del medesimo livello. All'indomani della retrocessione ci siamo confrontati e abbiamo deciso di confermare questa nostra 'mission' facendoci carico, anche in quest'occasione, dell'importante onere che il ripescaggio richiedeva. Se non ci fossero state questa condivisione d'intenti e l'opportunità del ripescaggio l'AlbinoLeffe avrebbe 'chiuso' il proprio ciclo".

A proposito di spese, cosa spinge un imprenditore come Lei a fare calcio in Lega Pro e a non stancarsi di farlo, pur sapendo di doverci rimettere ogni anno cifre non indifferenti?

"Da ragazzo ho avuto la fortuna di frequentare un contesto sportivo dilettantistico mantenuto in vita da persone che usavano 'del loro' per dare un'opportunità di crescita sana e carica di valori ai ragazzi di paese. Quando poi mi hanno chiesto di dare 'una mano' a sostenere la società in cui giocava mio figlio mi son sentito in dovere di contraccambiare quanto avuto. Da lì è iniziato il tutto".

L'autosostenibilità della terza serie è stata una delle tematiche più ricorrenti prima dell'elezione del nuovo presidente di Lega Pro. Quale pensa sia la chiave per permettere ad una società di Lega Pro di andare avanti senza dipendere dalle tasche dei propri Presidenti?

"Innescare un rigido meccanismo di controlli che costringa preventivamente chi fa calcio a gestire la propria società nell'ambito delle potenzialità economico-finanziarie che può permettersi, liberandolo così dalle spinte fuorvianti che circondano questo mondo".

Alcuni giorni fa le società hanno eletto Presidente della Lega Pro Gabriele Gravina. E' più il rammarico per non aver ottenuto un totale rinnovamento della Lega, essendosi affidati ad una persona non certo nuova dell'ambiente, o la lieve soddisfazione che non abbia vinto nuovamente Lotito, essendo stato eletto un candidato con cui ha condiviso la lotta alla precedente governance, nonostante la sua preferenza fosse per Marcheschi?

"Gravina non lo abbiamo votato, ma ha vinto le elezioni e ora è il nostro Presidente e, sinceramente, gli auguriamo riesca a centrare gli obiettivi indicati nel programma elettorale. C'è molto lavoro da fare".

A breve si apre il mercato di riparazione. Cosa devono aspettarsi i tifosi da questo mese?

"Siamo ben consci della necessità di intervenire sulla rosa. Valuteremo con attenzione le situazioni che il mercato offrirà e, compatibilmente con le possibilità economiche di cui disponiamo, qualora individuassimo delle opportunità di miglioramento dell'organico vedremo di non farcele scappare. D'altra parte avendo sbagliato ad inizio stagione il 'progetto tecnico' ora è ugualmente importante lavorare per darci quell'identità che ancora non abbiamo. Il nuovo Mister e tutti i ragazzi stanno lavorando con serietà ed impegno e continuando su questa strada son certo che riusciremo a migliorare, in ogni caso, le nostre prestazioni".

Ed ora testa al 2016, con la speranza di vivere un anno differente rispetto a quello appena trascorso. Quale deve essere la parola d'ordine di questi 365 giorni per ricominciare a togliersi delle belle soddisfazione?

"Ciò che mi ha scritto sul biglietto d'auguri natalizi Mister Mondonico: NON MOLLARE MAI!"

A chi vuole dedicare il primo pensiero del 2016?

"Alle persone che con impegno e dedizioni lavorano all'interno della società e a cui non riusciamo a regalare le soddisfazioni che si meriterebbero. A loro, ai nostri sostenitori, ai nostri ragazzi e a quelli che vogliono bene all'AlbinoLeffe tanti auguri di un felice anno nuovo".

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