Corso Horst Wein - Le considerazioni finali di Giovanni Bonavita
- Pubblicato in Settore Giovanile
Si è concluso questo pomeriggio, con la consegna dei diplomi, il quarto Corso di Horst Wein e Marcello Nardini per i tecnici dell’Albinoleffe. Complessivamente sono stati quattro giorni intensi, che hanno permesso agli allenatori delle giovani leve celesti approfondire un metodo di lavoro specifico e perfettamente allineato a quello che è il modus operandi a Zanica. Insomma, i maestri sono tornati per una volta a scuola e il bilancio dei quattro giorni di lezione è più che positivo, come sottolineato dal responsabile del settore giovanile, Giovanni Bonavita: “I nostri tecnici stanno imparando un metodo diverso di istruzione analitica, fatto di step per alzare l'asticella o magari tornare indietro per ripetere alcuni concetti - ha detto -. Io credo fermamente in questo metodo perchè permette di fare entrare in maniera radicata ma non forzata, un principio istruttore del formatore/allenatore nella testa del ragazzo. Stiamo lavorando, per così dire, a livello culturale. Ora siamo in piena fase di sperimentazione: i principi che inculchiamo oggi, un giorno si intersecheranno perfettamente con il lavoro dei giocatori della prima squadra”.
L'obiettivo è chiaro: “Attraverso un criterio di selezione vogliamo arrivare alla formazione di un giocatore pensante, che non sia solo non esecutore. Sarà un calciatore che coniugherà agonismo, capacità di reazione e di scelta. Ci tengo a sottolineare - continua Bonavita - che questa metodologia, rispetto a quella esistente, non è cambiata. E' un'esperienza in termini di vissuto e di vita all'interno del mondo del calcio, molto vicina a quella che i nostri formatori già attuano”.
L'obiettivo è chiaro: “Attraverso un criterio di selezione vogliamo arrivare alla formazione di un giocatore pensante, che non sia solo non esecutore. Sarà un calciatore che coniugherà agonismo, capacità di reazione e di scelta. Ci tengo a sottolineare - continua Bonavita - che questa metodologia, rispetto a quella esistente, non è cambiata. E' un'esperienza in termini di vissuto e di vita all'interno del mondo del calcio, molto vicina a quella che i nostri formatori già attuano”.