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Settore Giovanile

I piccoli dell'AlbinoLeffe si divertono con "FUNiño"

Il metodo Horst Wein, adottato da qualche mese a questa parte in casa AlbinoLeffe, ha permesso di innovare i sistemi di allenamento dell'attività di base. Nuovi concetti, nuovi principi per raggiungere prima e meglio l'obiettivo finale, vale a dire la formazione di un ragazzo che possa diventare persona e calciatore completo a 360 gradi. L'ultimo passo in questo metodo di lavoro è introdotto dal sistema FUNiño, un torneo interno al nostro settore giovanile che riserverà molte sorprese. A spiegarci meglio in cosa consiste è Paolo Mondini, coordinatore della metodologia di allenamento dell'attività di base.

Allora Paolo, cos'è FUNiño?

“E' un torneo di calcio che fa parte della della metodologia Horst Wein e Nardini”.

In cosa consiste precisamente?

“E' un torneo di calcio che si gioca tre contro tre con quattro porte per ogni campo. Ogni squadra è composta da tre giocatori in campo più uno che riposa. Ogni partita è composta da due tempi di 10 minuti e dopo ogni gol c'è il cambio, quindi chi è fuori entra in campo e uno dei tre di partenza esce”.

Chi parteciperà e come si svolgerà?

“Abbiamo creato delle squadre miste con le tre annate dei pulcini, 2003, 2004 e 2005 più qualche ragazzo del 2006. In totale sono 16 formazioni divise in quattro gironi, le partite si disputeranno in cinque momenti dell'anno. La prima gara si è giocata il 31 ottobre. A maggio avremo la classifica finale e la squadra vincitrice”.

Data la particolare composizione delle squadre, parteciperanno anche i portieri?

“Sì, nessuno è stato escluso. Il fatto di dover giocare con i piedi aiuterà anche i portieri a sviluppare una certa visione di gioco”.

Quali sono i vantaggio di partite di questo tipo?

“Per prima cosa tutti coinvolti e poi non c'è specializzazione del ruolo. I ragazzi hanno la possibilità di segnare tanti gol e inoltre, noi istruttori possiamo usare queste partite come un momento di verifica degli aspetti cognitivi verso i ragazzi, per vedere se applicano quello che cerchiamo di insegnare loro tutti i giorni. Il fatto di giocare tre contro tre serve a sviluppare la cooperazione tra i ragazzi e la capacità cognitiva, perchè devono scegliere la giocata giusta e quale delle quattro porte puntare”.

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