I segreti della Berretti raccontati dallo psicologo Daniele Cesarani
- Pubblicato in Settore Giovanile
I successi di una squadra sono frutto del lavoro dei protagonisti in campo, ma anche di quelle persone che, come si sul dire, lavorano dietro le quinte. Raramente conquistano titoli o copertine, ma il loro ruolo è fondamentale. È il caso di Daniele Cesarani, psicologo della Berretti e vero punto di riferimento per i ragazzi di mister Bonazzi.
Daniele, per prima cosa: come si svolge il tuo lavoro?
“Io lavoro sul gruppo. Vedo i ragazzi una volta al mese e nei periodi caldi anche di più. Lavoro con loro soprattutto sul miglioramento della performance sportiva attraverso la preparazione mentale, quindi attraverso l'uso di tecniche e strategie di psicologia dello sport che possano avere influenze positive. In sostanza, oltre all'aspetto tattico e tecnico, si lavora anche su quello mentale”.
Come sei arrivato in bluceleste?
“Sono arrivato all'AlbinoLeffe attraverso Massimo Tresoldi, il massaggiatore della Prima Squadra e della Berretti, che mi ha messo in contatto con il Presidente Andreoletti nel finale della stagione 2011-12 e da lì è iniziata la nostra collaborazione”.
Com'è stato il tuo approccio con i ragazzi della Berretti?
“Ho cercato di portare l'esperienza maturata in altri ambiti. Lavorando con un gruppo di ragazzi che mirava a un certo risultato, che è stato poi raggiunto, ho trovato una motivazione superiore sia a livello di qualità che di aspettative personali”.
Qual'è stato il segreto della squadra in questa stagione?
“Secondo me il gruppo di quest'anno ha raggiunto un certo risultato perchè si è dimostrato squadra nel senso più completo del termine, andando oltre le difficoltà. Tutti hanno contribuito a mantenere l'unità perchè avevano un obiettivo ben chiaro in testa. L'attaccamento alla maglia e la voglia di ottenere un risultato a livello di squadra ancora prima che personale, sono stati fattori decisivi”.
C'è un componente della squadra al quale sei particolarmente legato?
“Io sono legato a tutti i ragazzi, ma devo dire che capitan Varenna si è dimostrato un pilastro importante per trasmettere certi valori agli altri ragazzi nei momenti più difficili”.
Ci saranno delle novità nella prossima stagione?
“Sì. Ne stiamo già parlando con il Presidente Andreoletti. Il nostro obiettivo resta quello di migliorare la qualità del lavoro”.
Per concludere, hai un augurio da fare ai ragazzi che per ragioni tecniche o anagrafiche lasceranno questo gruppo?
“Auguro loro di trovare la strada giusta e lottare per seguirla. Dopo la vittoria ho parlato con ognuno di loro e ho detto che se si trovano qui è perchè vogliono fare un certo tipo di percorso. A chi non ci sarà più auguro di perseguire con la stessa motivazione”.
Daniele, per prima cosa: come si svolge il tuo lavoro?“Io lavoro sul gruppo. Vedo i ragazzi una volta al mese e nei periodi caldi anche di più. Lavoro con loro soprattutto sul miglioramento della performance sportiva attraverso la preparazione mentale, quindi attraverso l'uso di tecniche e strategie di psicologia dello sport che possano avere influenze positive. In sostanza, oltre all'aspetto tattico e tecnico, si lavora anche su quello mentale”.
Come sei arrivato in bluceleste?
“Sono arrivato all'AlbinoLeffe attraverso Massimo Tresoldi, il massaggiatore della Prima Squadra e della Berretti, che mi ha messo in contatto con il Presidente Andreoletti nel finale della stagione 2011-12 e da lì è iniziata la nostra collaborazione”.
Com'è stato il tuo approccio con i ragazzi della Berretti?
“Ho cercato di portare l'esperienza maturata in altri ambiti. Lavorando con un gruppo di ragazzi che mirava a un certo risultato, che è stato poi raggiunto, ho trovato una motivazione superiore sia a livello di qualità che di aspettative personali”.
Qual'è stato il segreto della squadra in questa stagione?
“Secondo me il gruppo di quest'anno ha raggiunto un certo risultato perchè si è dimostrato squadra nel senso più completo del termine, andando oltre le difficoltà. Tutti hanno contribuito a mantenere l'unità perchè avevano un obiettivo ben chiaro in testa. L'attaccamento alla maglia e la voglia di ottenere un risultato a livello di squadra ancora prima che personale, sono stati fattori decisivi”.
C'è un componente della squadra al quale sei particolarmente legato?
“Io sono legato a tutti i ragazzi, ma devo dire che capitan Varenna si è dimostrato un pilastro importante per trasmettere certi valori agli altri ragazzi nei momenti più difficili”.
Ci saranno delle novità nella prossima stagione?
“Sì. Ne stiamo già parlando con il Presidente Andreoletti. Il nostro obiettivo resta quello di migliorare la qualità del lavoro”.
Per concludere, hai un augurio da fare ai ragazzi che per ragioni tecniche o anagrafiche lasceranno questo gruppo?
“Auguro loro di trovare la strada giusta e lottare per seguirla. Dopo la vittoria ho parlato con ognuno di loro e ho detto che se si trovano qui è perchè vogliono fare un certo tipo di percorso. A chi non ci sarà più auguro di perseguire con la stessa motivazione”.