La pulce nell'orecchio
- Pubblicato in Società
di Cesare Malnati
Il Cittadella ha giocato tre minuti in tutta la partita, dal 34' al 36', segnando i due gol del successo, e anzi poco c'è mancato che vincesse 3-1 perchè nel recupero ha pure sbagliato un rigore. L'AlbinoLeffe, andato in vantaggio dopo 8 minuti con Bergamelli su punizione di Geroni, ha regalato il primo tempo, senza insistere quando avrebbe potuto chiudere la gara con l'avversario sotto choc. E, come di solito avviene in questi casi, a nulla è valsa la ripresa, disputata a tavoletta, nonostante le quattro nitide palle-gol non andate a buon fine. Sconfitta, in definitiva, ingiusta quanto si vuole, ma causa d'arrabbiatura tenendo in gran conto che si sono lasciati tre punti a un contendente sicuramente inferiore, una squadra rinnovata, fra l'altro, che ha dato l'impressione di star cercando tuttora i meccanismi.
A scanso d'equivoci, visto che fra i pali mister Madonna ha schierato Branduani, dopo che in quest'inizio stagione erano stati scelti prima Layeni e poi Offredi, il portiere - ruolo considerato ora come ora non d'assoluto affidamento - non c'entra niente. Anzi: Branduani il suo dovere l'ha compiuto.
Certo che, invece, non si può lasciare Pettinari, l'autore del primo gol, tirare indisturbato dalla distanza (palla sul palo a carambolare in rete). E tanto meno si può cadere in un sonno collettivo, com'è accaduto subito dopo, con tre veneti in grado di concludere in rapida successione dal centro dell'area finchè l'ex triestino Ardemagni non l'ha messa dentro. Soprattutto questo secondo errore di reparto ha segnato il match, disputato su terreno pesante e sotto una pioggia battente. Giudicare globalmente la prestazione diventa difficile senza mai essere entrati nello spagliatoio della Celeste e avendo assistito alla gara per televisione, attraverso riprese discutibili: si rischia d'esprimersi a vanvera e di lasciarsi condizionare dal risultato. A pelle, tuttavia, c'è qualcosa che non va.
Una raccomandazione mi sento di rivolgerla: non bisogna cadere nell'errore di sottovalutare questa sconfitta, di cui vanno approfonditi gli aspetti tecnici senza liquidarla che tanto è stata immeritata.
Il Cittadella ha giocato tre minuti in tutta la partita, dal 34' al 36', segnando i due gol del successo, e anzi poco c'è mancato che vincesse 3-1 perchè nel recupero ha pure sbagliato un rigore. L'AlbinoLeffe, andato in vantaggio dopo 8 minuti con Bergamelli su punizione di Geroni, ha regalato il primo tempo, senza insistere quando avrebbe potuto chiudere la gara con l'avversario sotto choc. E, come di solito avviene in questi casi, a nulla è valsa la ripresa, disputata a tavoletta, nonostante le quattro nitide palle-gol non andate a buon fine. Sconfitta, in definitiva, ingiusta quanto si vuole, ma causa d'arrabbiatura tenendo in gran conto che si sono lasciati tre punti a un contendente sicuramente inferiore, una squadra rinnovata, fra l'altro, che ha dato l'impressione di star cercando tuttora i meccanismi.
A scanso d'equivoci, visto che fra i pali mister Madonna ha schierato Branduani, dopo che in quest'inizio stagione erano stati scelti prima Layeni e poi Offredi, il portiere - ruolo considerato ora come ora non d'assoluto affidamento - non c'entra niente. Anzi: Branduani il suo dovere l'ha compiuto.
Certo che, invece, non si può lasciare Pettinari, l'autore del primo gol, tirare indisturbato dalla distanza (palla sul palo a carambolare in rete). E tanto meno si può cadere in un sonno collettivo, com'è accaduto subito dopo, con tre veneti in grado di concludere in rapida successione dal centro dell'area finchè l'ex triestino Ardemagni non l'ha messa dentro. Soprattutto questo secondo errore di reparto ha segnato il match, disputato su terreno pesante e sotto una pioggia battente. Giudicare globalmente la prestazione diventa difficile senza mai essere entrati nello spagliatoio della Celeste e avendo assistito alla gara per televisione, attraverso riprese discutibili: si rischia d'esprimersi a vanvera e di lasciarsi condizionare dal risultato. A pelle, tuttavia, c'è qualcosa che non va.
Una raccomandazione mi sento di rivolgerla: non bisogna cadere nell'errore di sottovalutare questa sconfitta, di cui vanno approfonditi gli aspetti tecnici senza liquidarla che tanto è stata immeritata.