L'opinione
- Pubblicato in Società
di Ildo Serantoni
Nell’intervallo della partita con l’Empoli, incrociando lo sguardo, come sempre corrucciato, di un adorabile collega che riuscirebbe a trovare un difetto persino a Michelle Pfeiffer, tanto è incline al pessimismo, ne avevamo prevenuto lo scossone della testa giocando d’anticipo: «Questo è il più bell’AlbinoLeffe dell’anno», gli abbiamo detto col piglio, riconosciamo un po’ tronfio, di chi emette una sentenza.
Il prosieguo del match ci avrebbe dato ragione, rafforzando la nostra opinione e convertendo all’evidenza dei fatti anche il detrattore di Michelle Pfeiffer. In realtà, l’ultima giornata lavorativa del 2009 ci ha finalmente mostrato l’AlbinoLeffe che sognavamo di goderci sin dall’inizio e che finora non avevamo mai visto. A sprazzi sì - il primo tempo di Mantova, il secondo di Torino, scampoli a Trieste e Cesena - ma mai in modo continuo dal primo all’ultimo minuto.
Il vecchio Mondo ci ha messo parecchio del suo, forzando la mano con i tre difensori centrali - un modulo nei cui confronti il gruppo nutriva una sorta di rigetto - ma la carta vincente è stata l’atteggiamento. Contrariamente a quello che si poteva prevedere, l’AlbinoLeffe è andato in campo per fare la partita e non per subirla. I due esterni del centrocampo a cinque hanno giocato assai di più nella metà campo avversaria che non nella propria, tanto che quello che sulla carta era un 3-5-2 è diventato per lunghi periodi un 3-3-4, grazie alla spinta di Perico sulla destra e Cristiano sulla sinistra. Insomma, un ottimo AlbinoLeffe, che adesso non deve dimenticare la lezione.
Non ci illudiamo di vederlo sempre così brillante, sarebbe troppa grazia, ma da qui si parte per un 2010 senza remore e senza falsi timori: sarà dura salvarsi, ma ce la possiamo giocare. Sempreché non vengano ceduti né Cellini né Ruopolo, oppure se alla partenza di uno dei due (Ruopolo più probabile) corrispondesse l’arrivo di un altro attaccante (Tiboni? Magari...). E sempreché, mettiamo le mani avanti, si sappia resistere ad eventuali offerte allettanti di qualcuno che volesse portarsi via Perico. Il quale, a nostro giudizio, è l’uomo di maggior mercato dell’AlbinoLeffe.
Il prosieguo del match ci avrebbe dato ragione, rafforzando la nostra opinione e convertendo all’evidenza dei fatti anche il detrattore di Michelle Pfeiffer. In realtà, l’ultima giornata lavorativa del 2009 ci ha finalmente mostrato l’AlbinoLeffe che sognavamo di goderci sin dall’inizio e che finora non avevamo mai visto. A sprazzi sì - il primo tempo di Mantova, il secondo di Torino, scampoli a Trieste e Cesena - ma mai in modo continuo dal primo all’ultimo minuto.
Il vecchio Mondo ci ha messo parecchio del suo, forzando la mano con i tre difensori centrali - un modulo nei cui confronti il gruppo nutriva una sorta di rigetto - ma la carta vincente è stata l’atteggiamento. Contrariamente a quello che si poteva prevedere, l’AlbinoLeffe è andato in campo per fare la partita e non per subirla. I due esterni del centrocampo a cinque hanno giocato assai di più nella metà campo avversaria che non nella propria, tanto che quello che sulla carta era un 3-5-2 è diventato per lunghi periodi un 3-3-4, grazie alla spinta di Perico sulla destra e Cristiano sulla sinistra. Insomma, un ottimo AlbinoLeffe, che adesso non deve dimenticare la lezione.
Non ci illudiamo di vederlo sempre così brillante, sarebbe troppa grazia, ma da qui si parte per un 2010 senza remore e senza falsi timori: sarà dura salvarsi, ma ce la possiamo giocare. Sempreché non vengano ceduti né Cellini né Ruopolo, oppure se alla partenza di uno dei due (Ruopolo più probabile) corrispondesse l’arrivo di un altro attaccante (Tiboni? Magari...). E sempreché, mettiamo le mani avanti, si sappia resistere ad eventuali offerte allettanti di qualcuno che volesse portarsi via Perico. Il quale, a nostro giudizio, è l’uomo di maggior mercato dell’AlbinoLeffe.