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La pulce nell'orecchio

  • Pubblicato in Società
di Cesare Malnati

Sconfitta che ha avuto origine nel primo tempo e trovato sbocco all'inizio della ripresa con un gol praticamente in contropiede del bielorusso Sivakov. Uno di quei risultati negativi (0-1) - per più di mezz'ora undici contro dieci - che fanno incavolare di brutto.

La differenza l'ha fatta la diversa interpretazione del connotato della determinazione, che nel calcio è fondamentale: decisi, cattivi su tutte le palle i padroni di casa del Piacenza, distratti, privi di convinzione quelli dell'AlbinoLeffe. Se n'è dev'essere accorto per primo Mondonico, che, sebbene sotto di un gol, ha ritirato a mezz'ora dalla fine il bomber ufficiale Cellini. Spiace dirlo, ma il toscano, che nell'impegno precedente contro il Torino aveva sbagliato il secondo dei cinque rigori avuti finora a disposizione, s'è mangiato un gol subito prima dell'intervallo e un altro successivamente, con un tiretto che è parso un passaggio al portiere. Sicchè non si tratta di colpevolizzare un giocatore che non ha mai lesinato il proprio impegno, ma probabilmente in questo momento lui con la testa non c'è.

Perchè la Celeste - schierata col 4-4-2 - ha posto le basi di quest'altro passo falso all'inizio? Per il semplice motivo che, dopo aver potuto constatare la pochezza tecnica degli avversari, ha creato - pur col minimo sforzo e giocando in punta di piedi - non solo l'occasione di fine primo tempo di Cellini, ma anche una precedente palla-gol con Sala. Ma frutti zero: una squadra più concentrata sarebbe andata in vantaggio, eccome. E si badi bene che, a causa di un atteggiamento genericamente definibile senza mordente, il suo bravo rischio l'aveva già corso (parata di Pelizzoli su tiro di Foti). Poi arriva la realizzazione di Sivakov e non c'è verso di rimediare, nonostante gl'ingressi di Torri (Cellini appunto), nonchè di Cia e di Piccinni (esentati Laner e Cristiano) e soprattutto nonostante la superiorità numerica dal 12' s.t. per l'espulsione del difensore piacentino Tonucci. Roba da matti!

Possibile che l'AlbinoLeffe sia tornata quella di prima delle cinque vittorie consecutive? Mi sa che - superata la grande paura attraverso il filotto di sette risultati positive e venuti meno la spinta e l'entusiasmo in seguito alle ultime due sconfitte - la squadra è ricascata nella sua abulìa, non riuscendo a identificarsi nè carne nè pesce. Tutto ciò fa rabbia perchè la formazione dell'AlbinoLeffe, quanto a qualità, non si può paragonare a quella del Piacenza, eppure ha perduto ricacciandosi nei guai.  

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