La pulce nell'orecchio
- Pubblicato in Società
di Cesare Malnati
Mondonico è andato ad Ascoli a prendersi il punto che serviva attingendo determinazione, concentrazione ed esperienza fra i più pronti dei suoi, scelti con attenzione. Schierato a sorpresa Passoni al centro della difesa, con ai lati Cioffi e Piccinni. Non importa se Passoni, dovendo adattarsi al ruolo, dopo 19 minuti ha causato - pure piuttosto ingenuamente - un rigore su D'Agostino, sprecato da Bernacci.
Interessa - in generale, senza riferirsi espressamente a Passoni - che s'offrano prestazioni con la testa a posto. Ormai s'è capito che questa squadra, l'AlbinoLeffe, affinchè renda come può e deve, va tenuta costantemente sotto osservazione. Se s'abbassa la guardia, la partitaccia (il riferimento all'ultima con la Triestina non è puramente casuale) è dietro l'angolo: non sarà una soddisfacente osservazione, tuttavia bisogna prenderne atto se non si vuol finire nei guai. Nelle Marche, in campo, in cabina di regia, anche Bernardini e Previtali. Sulle fasce gli affidabili Perico e Cristiano. Davanti un motivato Torri e Bombardini e Laner in qualità d'incursori e rifinitori.
L'1-1 finale può considerarsi giusto. I padroni di casa avrebbero potuto passare in vantaggio nel primo tempo, prima col rigore e poi con un'occasionissima di Bernacci. In questa fase non è che la Celeste abbia brillato, tutt'altro: praticamente una sola conclusione, ad opera di Torri di testa. Però dopo l'intervallo la musica è cambiata e i nostri eroi, senza salire proprio in cattedra, hanno preso campo. Quasi alla mezz'ora, ecco il gol, con Laner, sugli sviluppi di un corner. C'ha pensato Lupoli - Luoni era appena entrato al posto di Laner - a pareggiare, solo 5 minuti dopo, approfittando di un Pelizzoli stavolta non irreprensibile.
In questa situazione magari è rispuntata un po' di distrazione. In realtà si poteva vincere, perchè l'Ascoli stava fornendo la netta sensazione di non averne più, ma la prova complessiva dell'AlbinoLeffe, pur di sufficienza piena, non sarebbe stata tale da giustificare i tre punti. Rientrato, a poco più di 20 minuti dalla fine, Cellini, che logicamente ha preso il posto di Torri. Del toscano, quello vero, ci sarebbe bisogno, eccome, in questo finale di campionato, come pure del suo socio, Ruopolo, assente in occasione di questa trasferta. Il loro supplente (Torri) si sta gradualmente avvicinando alla prima squadra e non può essere ancora compiutamente valutato, sicchè - ora come ora - appare arduo andare in gol.
Interessa - in generale, senza riferirsi espressamente a Passoni - che s'offrano prestazioni con la testa a posto. Ormai s'è capito che questa squadra, l'AlbinoLeffe, affinchè renda come può e deve, va tenuta costantemente sotto osservazione. Se s'abbassa la guardia, la partitaccia (il riferimento all'ultima con la Triestina non è puramente casuale) è dietro l'angolo: non sarà una soddisfacente osservazione, tuttavia bisogna prenderne atto se non si vuol finire nei guai. Nelle Marche, in campo, in cabina di regia, anche Bernardini e Previtali. Sulle fasce gli affidabili Perico e Cristiano. Davanti un motivato Torri e Bombardini e Laner in qualità d'incursori e rifinitori.
L'1-1 finale può considerarsi giusto. I padroni di casa avrebbero potuto passare in vantaggio nel primo tempo, prima col rigore e poi con un'occasionissima di Bernacci. In questa fase non è che la Celeste abbia brillato, tutt'altro: praticamente una sola conclusione, ad opera di Torri di testa. Però dopo l'intervallo la musica è cambiata e i nostri eroi, senza salire proprio in cattedra, hanno preso campo. Quasi alla mezz'ora, ecco il gol, con Laner, sugli sviluppi di un corner. C'ha pensato Lupoli - Luoni era appena entrato al posto di Laner - a pareggiare, solo 5 minuti dopo, approfittando di un Pelizzoli stavolta non irreprensibile.
In questa situazione magari è rispuntata un po' di distrazione. In realtà si poteva vincere, perchè l'Ascoli stava fornendo la netta sensazione di non averne più, ma la prova complessiva dell'AlbinoLeffe, pur di sufficienza piena, non sarebbe stata tale da giustificare i tre punti. Rientrato, a poco più di 20 minuti dalla fine, Cellini, che logicamente ha preso il posto di Torri. Del toscano, quello vero, ci sarebbe bisogno, eccome, in questo finale di campionato, come pure del suo socio, Ruopolo, assente in occasione di questa trasferta. Il loro supplente (Torri) si sta gradualmente avvicinando alla prima squadra e non può essere ancora compiutamente valutato, sicchè - ora come ora - appare arduo andare in gol.