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Società

La pulce nell'orecchio

di Cesare Malnati


Trionfo annunciato (andate a rileggervi le dichiarazioni pre-gara di Mondonico, stufatosi di pareggiare): 5-1 fuori casa, con l'AlbinoLeffe maramaldo nei confronti di un Gallipoli in disarmo dopo l'abbandono di mister Giannini, che, se se n'era andato, aveva capito cosa stava per succedere. Molto bene comunque, da parte di squadra e società, aver fiutato l'occasione e averla colta al volo muovendo dal presupposto della concentrazione e della determinazione.

I copiosi frutti sono venuti automaticamente, in quanto non è certo possibile confrontare il potenziale tecnico delle due formazioni. Al di là di un primo tempo apparentemente equilibrato, si notava al tatto che il tessuto della Celeste era di molto maggior consistenza rispetto all'altro, sicchè il parziale di 3-1 non poteva che considerarsi logico. Risultato, del resto, già sbloccato al 18' con Laner e solo un'ingenuità di capitan Garlini (sbavatura) lo rimetteva in bilico attraverso il rigore realizzato da Artistico. Ma al primo capovolgimento di fronte Hetemaj e a quello successivo Cristiano, dopo un tentativo di Daino (seconda sbavatura difensiva), cancellavano definitivamente ogn'incertezza. Ripresa senza storia, con l'andatura tipica delle partitine di mezza settimana. Da menzionare l'ottimo sinistro al volo vincente di Cellini (10') e il Ruopolo-gol in chiusura. Meno male quest'ultima segnatura, anche se il povero Gallipoli e soprattutto il suo nuovo allenatore Ezio Rossi ne avrebbero fatto volentieri a meno. Eh sì, perchè Ruopolone s'era mangiato, subito dopo l'intervallo, un'occasionissima, calciandola sul palo, e invece, se c'è una cosa che serve a Ciccio di questi tempi, è assolutamente realizzare. Perciò questa trasferta s'è conclusa davvero come meglio non si poteva immaginare. Eppure mancavano sei o sette giocatori. Mondo ha presentato il suo bel 3-5-2, con Laner pronto ad andar dentro da dietro sul centro destra ed Hetemaj sempre più convincente accanto a Previtali.

Ma non c'era bisogno di granchè, dato che sostanzialmente s'è giocato sul burro per l'inconsistenza degli avversari, le cui disavventure legate alle enormi difficoltà societarie sono note. Infine Perico non creda che mi sono dimenticato di lui: è stato autore di due ottimi assist, con altrettanti cross calibrati da destra, che stanno diventando una delle sue specialità. Come la facilità di corsa, l'agilità, le capacità acrobatiche. E' ancora presto per tirar le somme, ma, non essendomi perduto alcuna partita dell'AlbinoLeffe, sto ormai per orientarmi ad attribuire al figlio dell'inclito Eugenio la palma del più redditizio stagionale.

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