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Società

L'opinione

di Ildo Serantoni


Che si potesse perdere a Lecce era stato largamente previsto. Più probabile che possibile, era stato scritto alla vigilia. Tutto sommato, è stata una sconfitta dignitosa e la situazione in classifica è cambiata poco o niente: sette erano alla vigilia i punti di vantaggio sulla quintultima e sei sono adesso. Non solo: ci sono squadre sul fondo - Triestina, Frosinone, Padova - che non si vede come possano arrivare a quota 50, considerato che nell’ultimo mese hanno rimediato batoste a destra e sinistra. La sensazione è che, battendo la Salernitana nel recupero di lunedì notte, ci si insedierà in una posizione di classifica fuori dalla portata delle squadre destinate a retrocedere.

Con la Salernitana, però, non si è ancora vinto. E questo è un concetto che bisogna chiaramente mettersi nella zucca. La formazione campana, protagonista di un campionato disastroso, sul campo e non solo, è già aritmeticamente retrocessa. Tuttavia sta vendendo cara la pelle a chiunque, soprattutto da quando il verdetto è apparso chiaro, quasi si fosse liberata di un peso. Se si esclude il Mantova, che sabato ha passeggiato all’Arechi, le squadre che hanno affrontato i granata in quest’ultimo mese e mezzo, pur vincendo, hanno corso i loro bravi rischi. Basti osservare che, dopo avere costretto il Padova al pareggio, i granata hanno sì sempre perso, segnando tuttavia due gol all’Empoli, tre al Grosseto, due al Gallipoli e uno al Mantova. Complessivamente, nelle ultime quattro giornate sono andati a bersaglio otto volte e questo, a prescindere dalla valanga di reti subite, è un dato che deve indurre l’AlbinoLeffe a non dare nulla per scontato.

Conoscendo il Mondo, siamo certi che in settimana avrà insistito, e insisterà, proprio su questo aspetto. Magari adducendo qualche argomento convincente, come lui solo sa fare: «Occhio ragazzi, che se dovessimo buttare nel cesso una stagione come questa, per me non cambierebbe niente, perché quello che sono rimango, ma per molti di voi il futuro potrebbe disegnarsi a tinte fosche». Ci pare quasi di sentirlo.

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