La pulce nell'orecchio
- Pubblicato in Società
di Cesare Malnati
Pur già straretrocessa, la Salernitana ha giocato molto meglio del previsto con qualche buona individualità come Jadid, Capone, Dionisi e Caputo, sicchè stava prendendo d'infillata l'AlbinoLeffe, che solo nel finale ha raddrizzato il match, vincendo addirittura su rigore (3-2). Consapevoli che quest'anno non ne va loro bene una, gli ospiti campani, in doppio vantaggio a 10 minuti dalla fine, hanno preso cappello abbandonando in massa la panchina senz'assistere alla realizzazione del penalty da parte di Cellini. Proprio quest'ultimo se l'era procurato, avendo subìto una trattenuta non si sa di qual'entità. Gara divertente. L'AlbinoLeffe, senza far pensare a un approccio sbagliato, ha cominciato piano, con Bernardini in regìa, facendo girare la palla un po' troppo lentamente. Tuttavia un paio d'occasioni ci sono state, con Sala (palo) e con Foglio. Nella fase finale de primo tempo, la Salernitana s'e resa pericolosa due volte, facendo squillare il campanello d'allarme.
Nell'intervallo, Mondonico esclude Torri ed Hetemaj per Cellini e Bombardini e, al ritorno in campo, si capisce subito che la partita sarebbe diventata una specie di roulette russa. La Salernitana ha infatti leggermente alzato il suo baricentro col risultato di costringere Piccinni ad abbassarsi più del necessario quasi per occupare, in difesa, il ruolo di quarto di sinistra. Botta e risposta, due volte va vicina al gol la Celeste, ma a segnare, dall'altra parte, è Dionisi, su rigore causato da un pasticcio in retroguardia. Altro scambio ravvicinato e Bombardini sfiora il pareggio mentre Capone - e siamo al 19' - concede il bis. Buonanotte, anche perchè (Previtali per Bernardini) non c'è reazione. Invece - più tardi - la sorte gira ancora. In mischia Laner trova il pertugio giusto. Ora sì che il povero portierino debuttante Robertiello se la vede brutta. In una seconda mischia, tocca a Ruopolo risolvere. L'epilogo all'arma bianca riserva l'amara conclusione già descritta agli sfortunati allievi dell'allenatore Ersilio Cerone, al quale spetta di diritto l'onore delle armi.
Non criticherei eccessivamente la prestazione dell'AlbinoLeffe, che s'è complicata automaticamente perchè non s'è concretizzato inizialmente. Come spesso avviene in questi casi, l'avversario, libero mentalmente non avendo più nulla da perdere, ha preso confidenza, ed è poi difficile proseguire con raziocinio. Evitando di perdere del tutto la testa, la squadra di Bruniera - Mondonico non s'è presentato nel dopo-gara, affidato al "secondo" -, ha comunque rimediato. Però la gara è stata affrontata con sufficiente concentrazione, stavolta ricadiamo nella tipica situazione in cui trovi inaspettatamente un contradditore almeno da centroclassifica quando invece lo si poteva immaginare praticamente di categoria inferiore.
Che la Salernitana non sia una formazione finita, peraltro, s'è visto anche con l'AlbinoLeffe (altrimenti, per come s'era messa, avrebbe vinto): ma ce ne siamo potuto accorgere solo quando la sua fase difensiva ha vistosamente sbandato, alla conclusione.
Nell'intervallo, Mondonico esclude Torri ed Hetemaj per Cellini e Bombardini e, al ritorno in campo, si capisce subito che la partita sarebbe diventata una specie di roulette russa. La Salernitana ha infatti leggermente alzato il suo baricentro col risultato di costringere Piccinni ad abbassarsi più del necessario quasi per occupare, in difesa, il ruolo di quarto di sinistra. Botta e risposta, due volte va vicina al gol la Celeste, ma a segnare, dall'altra parte, è Dionisi, su rigore causato da un pasticcio in retroguardia. Altro scambio ravvicinato e Bombardini sfiora il pareggio mentre Capone - e siamo al 19' - concede il bis. Buonanotte, anche perchè (Previtali per Bernardini) non c'è reazione. Invece - più tardi - la sorte gira ancora. In mischia Laner trova il pertugio giusto. Ora sì che il povero portierino debuttante Robertiello se la vede brutta. In una seconda mischia, tocca a Ruopolo risolvere. L'epilogo all'arma bianca riserva l'amara conclusione già descritta agli sfortunati allievi dell'allenatore Ersilio Cerone, al quale spetta di diritto l'onore delle armi.
Non criticherei eccessivamente la prestazione dell'AlbinoLeffe, che s'è complicata automaticamente perchè non s'è concretizzato inizialmente. Come spesso avviene in questi casi, l'avversario, libero mentalmente non avendo più nulla da perdere, ha preso confidenza, ed è poi difficile proseguire con raziocinio. Evitando di perdere del tutto la testa, la squadra di Bruniera - Mondonico non s'è presentato nel dopo-gara, affidato al "secondo" -, ha comunque rimediato. Però la gara è stata affrontata con sufficiente concentrazione, stavolta ricadiamo nella tipica situazione in cui trovi inaspettatamente un contradditore almeno da centroclassifica quando invece lo si poteva immaginare praticamente di categoria inferiore.
Che la Salernitana non sia una formazione finita, peraltro, s'è visto anche con l'AlbinoLeffe (altrimenti, per come s'era messa, avrebbe vinto): ma ce ne siamo potuto accorgere solo quando la sua fase difensiva ha vistosamente sbandato, alla conclusione.