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Società

L'opinione

  • Pubblicato in Società
di Ildo Serantoni


Chi scrive vuole bene a Erasmo, del quale condivide quasi sempre i giudizi, seppure espressi con una chiarezza che, talvolta, pare lapidaria. E, se permette, qualche rarissima volta anche un po’ manichea. Ci spieghiamo: Si perde? Addosso con le zappe. Si vince? Tutti bravi, belli e buoni. Vie di mezzo non ce ne sono, nemmeno quando si perde per sfortuna oppure si vince di culo. O è bianca o è nera, insomma, le tinte intermedie non esistono. Ma è giusto così: Erasmo è probabilmente un tifoso e i tifosi ragionano in questo modo.Il critico, magari, ha qualche obbligo diverso. Il suo mestiere è di pesare le situazioni, oltre che le parole. E allora lasciateci dire liberamente che la vittoria sulla Salernitana è stata una botta macrochiappica di fortuna, arrivata al termine di una di quelle partite che nei finali di campionato fioriscono come le aiole a primavera.

Ricordate AlbinoLeffe-Ancona di un anno fa? Bene, rovesciate le parti e otterrete un quadro sufficientemente esaustivo dell’AlbinoLeffe-Salernitana dell’altra sera. Un anno fa ci si era moderatamente imbufaliti davanti a un’evolversi di partita difficile da capire e ancor più da spiegare. Onestà vuole che stavolta, davanti alla stessa evoluzione difficile da capire e ancor più da spiegare, ci si compiaccia del risultato senza gonfiare troppo il petto.

E non fingiamo, per favore, di avere assistito a una partita da applausi.Ciò che conta, e su questo siamo d’accordo, è la salvezza che premia per il settimo anno consecutivo una squadra e una società che, stando alle lugubri previsioni di molti, sette anni fa sarebbero dovute tornare a stretto giro di posta da dov’erano venute. Invece, l’AlbinoLeffe è ancora qui: bello, autorevole, consolidato. E curioso di ritrovare, per la terza volta in otto anni, la mitica Atalanta lungo il suo stesso cammino. Tre volte in otto anni: troppe per essere una coincidenza.

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