Da Verdello a Cape Town, una favola “made in AlbinoLeffe”
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Che il ragazzo nato a Bassano delGrappa fosse un predestinato lo si poteva pensare anche quando ha saputo uscirea testa alta, o conoscendolo, meglio dire in presa alta, da momenti difficiliattraversati nel corso della carriera.
Cresciuto nel vivaio del Torino,era rimasto senza squadra complice il fallimento della gestione Cimminelli venendoripescato dal dg Sandro Turotti che,dopo l’esperienze a Vercelli e Biella, l’ha portato all’AlbinoLeffe. Ruolo?Terzo, alle spalle di Acerbis e Coser, ma Fede non si scompone e lavora con l’abitualemaniacale applicazione sui campi del C.S. Gritti di Verdello.
Poi la svolta, il 7 aprile 2007allo stadio Olimpico di Torino: Acerbis è lasciato in panca, tocca a lui, i serianicolgono uno storico 1-1 e da quel momento il numero 22 sarà sempre tra i pali. Provesempre più convincenti, qualche rigore parato ad impreziosire il rendimento edecco la logica conferma anche per la stagione successiva, quella del ritorno diGustinetti, quella della finale play-off. Stavolta fin dall’inizio i gallonisono quelli da titolare, le prodezze sono degne della categoria superiore e l’AlbinoLeffevola nell’attico della serie B anche grazie al suo portierone.
Ma il 5 aprile 2008 a Trieste i sogni rischianodi subire un brusco stop quando il ginocchio fa crack: aleggiano i fantasmi diuna lunga assenza, ma dopo due mesi Federico rientra nell’ultima gara dellaregular season a Frosinone con l’AlbinoLeffe già matematicamente quarto e conla testa ai play-off.
Beh, Marchetti ha semplicementeripreso un discorso interrotto e per informazioni chiedere al Brescia che insemifinale si deve arrendere contro un autentico muro (memorabile il miracolosul lituano Stankevicius) abbattuto solamente dal leccese Abbruscato. I pugliesivanno in A, ma l’appuntamento con la massima serie per l’estremo veneto è rimandato solo di qualche mese.
Cellino infatti gli affida laporta del Cagliari sotto la gestione Allegri, i sardi sembrano un diesel ma unavolta ingranata la marcia, la consacrazione sul palcoscenico italiano giunge asuon di prestazioni: finalmente se ne accorge anche Marcello Lippi che a Pisain amichevole il 6 giugno del 2009 (3-0 all’Irlanda del Nord) gli regala ildebutto da titolare in nazionale.
Quando poi la nomina ad erede diBuffon arriva dallo stesso “super Gigi” è ormai palese che tra i due sia ancheuna “questione di fato”. Anche perché quel 7 aprile 2007 a Torino c’era proprioBuffon dalla parte opposta, anche perché Federico ha scalzato dal ruolo di viceprima Amelia e poi De Sanctis in una scalata si può dire “naturale”. Se poi aCape Town il 14 giugno 2010 nel corso dell'esordio dei campioni del mondo con ilParaguay, per la prima volta nella storia un portiere azzurro nell’intervallodella sfida è costretto ad alzare bandiera bianca significa che la staffettatra i due numeri uno s’ha proprio da fare…