L'opinione
- Pubblicato in Società
di Ildo Serantoni
La partita, messasi male quasi subito per un gol di Abbruscato dopo una manciata di minuti, non è più stata raddrizzata, nonostante un sostanziale equilibrio. È mancato il gol e sono mancate anche le occasioni, perché a Torri è venuta un po’ meno l’assistenza di Bombardini, felicemente recuperato ma in giornata poco ispirata. E a nulla è valso, in rapporto al gol, il potenziamento dell’attacco nel secondo tempo con l’innesto di un Momenté in crescita progressiva di rendimento. Anche perché un arbitraggio indisponente ha complicato le cose, togliendo serenità e finendo addirittura per fare uscire dai gangheri Mondonico ed Hetemaj, entrambi espulsi.
La palombella del navigatissimo Abbruscato, un attaccante abituato a segnare sotto tutte le latitudini, si è dunque rivelata l’episodio decisivo dello sfortunato pomeriggio vicentino, azzerando la legge non scritta del vecchio «Menti», dove i blucelesti avevano conquistato due pareggi e tre vittorie nelle precedenti cinque uscite. Ma torniamo un attimo sull’episodio del gol e parliamo del modo in cui è stato realizzato. Ci indugiamo sopra perché vogliamo mettervi a parte di un tarlo che ci rode dentro. La palla si è infilata sotto la traversa quasi in copia conforme a quella - ricordate? - del pescarese Olivi nella partita di due settimane fa a Bergamo. Vale a dire con Tomasig pescato in posizione avanzata (troppo?) rispetto alla parabola del pallone. Che ci sia stato o meno un leggero tocco di Sala sulla conclusione di Abbruscato è ininfluente riguardo al nostro dubbio. Il quale è il seguente: trattasi di mera sfortuna, oppure c’è anche un problema di piazzamento? Confessiamo la nostra impreparazione a formulare un giudizio, per cui ci limitiamo a esprimere la nostra perplessità. Immaginiamo che né Tomasig né il suo preparatore ammetteranno la seconda ipotesi. Noi, votati a credere alla loro parola e alla loro preparazione professionale, ne prendiamo atto. A patto, però, che non accada una terza volta...