L'AlbinoLeffe si arrende alla Lazio alla prima all'Olimpico
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Attesissima sera. Entri allo stadio Olimpico di Roma e scopri che diecimila spettatori rappresentano una presenza sparuta su spalti che ne contengono sette volte di più. E l’atmosfera in campo non è poi così diversa da quella dell’impianto di Bergamo, dove il pubblico di guarda e assiste solo dal lato della tribuna centrale. Ciò nonostante, agli undici dell’Albinoleffe usciti dagli spogliatoi deve essere sembrato un sogno. Le raccomandazioni di Mondonico saranno state poche ma secche, anche se l’emozione non si vince ne si attenua con una pacca sulla spalla. Sta di fatto che la squadra seriana non riesce proprio ad entrare in partita, anzi si preoccupa di difendersi, tentare di chiudere gli spazi. Un invito a nozze per i laziali che al quarto d’ora vanno in gol su calcio di punizione che Garrido trasforma aggirando la barriera e rendendo vano l’estremo tentativo del portiere Layeni. In precedenza un affondo di Zenoni con cross in area laziale non viene sfruttato da Momentè e Piccinni. Poi diventa un tiro a segno verso la porta dell’Albinoleffe, fino a quando, allo scadere del primo tempo, la Lazio raddoppia con Stendardo, lasciato libero di colpire su cross di Foggia con una difesa praticamente ferma. Al 7’ della ripresa Mondonico richiama l’esordiente Mingazzini e Grossi, facendo entrare Cia e Foglio. Il copione non cambia e al 17’ Kozak centra in pieno la traversa. Un minuto dopo Layeni prima anticipa in uscita Rocchi lanciato a rete e poi respinge im potente tiro di Gonzalez. Intorno alla metà del secondo tempo due sussulti dell’Albinoleffe con Cia, che prima non sfrutta a dovere un assist di Previtali e poi vede una sua conclusione deviata in angolo dal portiere laziale Berni. Rocchi tenta ripetutamente la via della rete, ma incoccia nel palo al 38’. Passano tre minuti e la Lazio segna il terzo gol con Del Nero, subentrato a Ledesma. Rocchi, non contento, ci prova ancora al 44’ ma riesce solo a sfiorare il palo.
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