"Impariamo allo stadio": AlbinoLeffe e Csi per i calciatori in erba
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I primi calci e la buona e sana educazione, mentale oltre che fisica. Questi gli ingredienti che, di generazione in generazione, aiutano a crescere e maturare, affinchè l’attività sportiva, nel caso specifico calcistica, diventi effettivamente palestra di vita. Con questo spirito il Centro Sportivo Italiano di Bergamo e l’Unione Calcio Albinoleffe hanno presentato nell’Auditorium "Gianni e Fausto Radici" della Casa dello Sport di Bergamo l’iniziativa "Impariamo allo Stadio", un progetto sostenuto dal Ministero della Gioventù che mira a coinvolgere i bambini delle associazioni sportive affiliate al CSI in un percorso educativo, sostenuto dagli adulti chiamati ad allenarli e guidarli, per vivere con i giusti valori l’esperienza del gioco e dell’agonismo in erba.
"Si tratta di innescare quei processi formativi che inducono comportamenti rispettosi degli avversari, delle regole, delle differenze tra culture, razze e religioni – ha spiegato Vittorio Bosio, presidente del CSI Bergamo di fronte alla platea di tecnici delle squadre giovanili impegnati ad avviare giovani e giovanissimi alla pratica calcistica. Bosio, affiancato da Gaetano Paternò del CSI, ha voluto che fosse Emiliano Mondonico ad aprire il calendario di incontri con gli "allenatori per passione", proprio in occasione della presentazione ufficiale del nuovo percorso che inizierà venerdì 17 dicembre 2010 e si concluderà venerdì 29 aprile 2011 per un totale di otto appuntamenti.
Il tecnico di Rivolta d’Adda ha invitato innanzitutto a riscoprire le dimensioni del gioco. "I bambini hanno necessità di incontrare sul campo figure adulte con cui mettersi in relazione – ha detto il mister dell’Albinoleffe – Gli allenatori delle squadre giovanili rispondono a questo target e perciò sono chiamati ad assumersi una grande responsabilità. Senza CSI – ha poi aggiunto – non sarei nel mondo del calcio", ricordando che il suo primo allenatore faceva il pane di notte e il pomeriggio allenava i ragazzi. "I suoi insegnamenti sono stati di grande aiuto nel prosieguo"- ha ammesso. Tra i consigli che un allenatore professionista può dare a chi si appresta ad allevare i piccoli calciatori, Mondonico ha scelto la massima a cui si ritiene più legato: "far fare agli altri ciò che vogliamo facciano, facendogli credere che stiano facendo ciò che essi vogliono". A sentirlo parlare farebbe la gioia di filosofi moderni ed alternativi come lo scrittore Luciano De Crescenzo. Tutto tempra e saggezza Mondonico, che svela di regalarsi soddisfazioni in altri campi, meno blasonati ma che arricchiscono la persona. "Oltre all’Albinoleffe, alleno anche in un centro di riabilitazione per alcolisti e tossicodipendenti – racconta – E’ un’esperienza molto importante, ma non sempre il rapporto è facile. Qualcuno mi ha sfidato ma ho imposto con fermezza che il buon comportamento venisse rispettato. Il CSI di Crema ha inserito nei tornei ufficiali la squadra formata da soggetti in fase di recupero. Credo abbiano perso tutte le partite, ma conta soprattutto che siano stati accettati e abbiano potuto mettersi in gioco". Poi le domande piovute dalla platea e la prima, pronta riflessione di Mondonico: "ritengo che il ruolo di allenatore del CSI sia molto più difficile del mio, perché è la figura che sostituisce il genitore, diventa leader e la persona da seguire".
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