L'opinione
- Pubblicato in Società
di Ildo Serantoni
Impossibile non concordare con le analisi fatte, su questo sito e altrove, sulla partita di Siena. Il 2-1 finale potrebbe portare a fuorvianti conclusioni ove non si ponesse mente con obiettività a quanto si è visto in campo. In realtà, un 4-0 oppure un 4-1 avrebbero più fedelmente forografato il macroscopico squilibrio fra due squadre distanti anni luce non soltanto tecnicamente (questo già si sapeva) ma anche per quanto riguarda l’atteggiamento. Sotto quest’ultimo aspetto la condotta dell’AlbinoLeffe è inspiegabile. La squadra ha dato la sensazione del pugile che non solo scappa sul ring di fronte a un avversario più forte, ma non alza nemmeno la guardia per proteggersi dai colpi. In effetti l’AlbinoLeffe ha subito passivamente il martellamento del Siena e ha offerto generosamente il bersaglio: se gli atterramenti sono stati soltanto due lo si deve dividere in tre parti uguali fra il caso, gli errori di mira dei toscani e il bel pomeriggio di Tomasig, uno dei pochi, forse l’unico, a non avere dimenticato negli spogliatoi l’orgoglio e il coraggio. Insomma, s’è visto un AlbinoLeffe rassegnato in partenza, preoccupato soltanto di tirare il 90’: un atteggiamento che sta all’opposto non soltanto di ciò che dovrebbe essere, ma anche di quanto è sempre stato nel dna di questa squadra. La quale, se lascia la clava per imbracciare il fioretto, va fatalmente incontro a un destino che non gli concede scampo.
L’incontentabile Erasmo, insomma, ha pienamente ragione e questa volta ne condividiamo in toto il pensiero. Soprattutto ne condividiamo l’auspicio e lo facciamo nostro: è fondamentale che questo gruppo si riappropri in fretta della sua identità. Ragazzi, un bel richiamo al passato è la strada più sicura per calarsi concretamente nel presente e guardare negli occhi il futuro. Futuro immediato, sia chiaro: con la Triestina sulla soglia di casa non c’è tempo da perdere.