La pulce nell'orecchio
- Pubblicato in Società
di Cesare Malnati
Con la Triestina pari casalingo (1-1), che non si presta a recriminazioni. Prestazione onesta da entrambe le parti, col risultato pratico d'essersi annullati a vicenda. La vera sfortuna dell'AlbinoLeffe è stata di non aver incontrato la squadra giuliana due o tre giornata fa, allorchè stava in piena confusione e quindi perdeva sempre. Ora invece si vede, e come, la mano del nuovo allenatore, Sandro Salvioni, profeta di un 4-4-2 aggressivo difficilmente superabile. Sicchè gli uomini di Mondonico hanno molto faticato senza trovare gli spazi utili a una manovra offensiva credibile. Il gol (Cocco, di testa, al 21') e anche una precedente occasione si sono registrati per indecisioni individuali di un paio di difensori avversari e del portiere, parsi propensi, all'inizio, a inopportune dormite. Ma successivamente s'è visto ben poco, quanto ad azioni pericolose. Sarà che il pareggio ospite è venuto troppo presto (Malagò, al 32', su assist dell'ex Testini), fatto sta che a nulla è valso sostituire, nella ripresa, le punte Torri - al rientro e le sue condizioni fisiche non ancora ottimali non sono passate inosservate - e il pur positivo Cocco (due che, a occhio e croce, non si direbbero fatti l'uno per l'altro, tecnicamente parlando) per Cisse e Momentè. Anzi, il tecnico ha inserito anche il terzino Luoni in luogo di Zenoni, a dimostrazione che s'era accorto che i motivati ospiti coltivavano una mezz'idea di tentare il colpaccio. La gara non è stata nè bella nè brutta, a patto d'apprezzare il possesso palla e la totale copertura del campo proposti dalla Triestina in contrapposizione al desiderio di praticità dell'AlbinoLeffe. Sarebbe servita più velocità e soprattutto la capacità d'aggiudicarsi qualche uno contro uno per creare superiorità numerica. Ma gli elementi con la caratteristica del dribbling sono rimasti in tuta, Grossi in panchina e Martinez addirittura in tribuna: si deve dedurre che la loro condizione lascia fortemente a desiderare. Le famose serpentine di Bombardini - regolamente schierato, ma da interno essendo le fasce presidiate rispettivamente da Zenoni e da Regonesi - forniscono spettacolare esito al cospetto d'interditori di larghe vedute, altrimenti l'altrui contrasto robusto smaschera che la gamba e lo spunto non sono più quelli. In definitiva, notevole equilibrio e, col senno di poi, match fatto su misura per il pareggio. Un punto agli alabardati serve per dare continuità al nuovo corso. E, tutto sommato, va bene pure alla Celeste, avendo verificato che, a un certo punto, era più improbabile vincerla che perderla.