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Società

La pulce nell'orecchio

  • Pubblicato in Società
di Cesare Malnati


Ecco la strada maestra. L'hanno indicata i quattordici celesti scesi in campo a Livorno, dove l'AlbinoLeffe ha vinto (2-1) con un bel sorpasso nel primo tempo e stringendo i denti nella fase finale. Ma dal primo all'ultimo minuto tutta la squadra ha giocato con grande determinazione (all'inizio pure con logica preoccupazione), senza quella sufficienza che aveva caratterizzato le ultime prestazioni. Proprio vero che in questa modestissima serie B - al pensiero che l'odierno Livorno è in zona play off mi viene da ridere - non servono i giocatori belli, ma quelli brutti, sporchi e cattivi. Non me ne vogliano quelli impiegati in questa circostanza in Toscana, ma, finchè ha avuta birra in corpo, Grossi, per esempio, ha fatto la differenza propiziando il primo gol (realizzato da Momentè, dopo un gran pasticcio del portiere De Lucia) e segnando il secondo, senza contare l'occasionissima mancata appena prima dell'intervallo. L'uno contro uno di Grossi - mancino schierato a destra - è stato spesso letale, destabilizzando la retroguardia dei padroni di casa. E fra i brutti, sporchi e cattivi vanno segnalati pure Momentè e soprattutto Cocco, le due punte capaci di trasformarsi in primi difensori rendendo arduo agli avversari avviare l'azione. L'altro protagonista, ma non è la prima volta, s'è rivelato Tomasig, che ha tolto dalla propria porta almeno un paio di palle-gol. Eppure la gara era iniziata malissimo in seguito ad un clamoroso errore di Previtali, che dopo soli otto minuti non trovava di meglio che entrare in scivolata nei confronti di Dionisi in piena area, sciaguratamente atterrandolo (ovvio rigore). Sbaglio inconcepibile da parte del capitano della formazione, dunque un elemento esperto, a dimostrazione che la mancanza di tranquillità - il timore d'entrare definitivamente in crisi si vedeva chiaro - è davvero la peggior consigliera possibile. A quel punto si poteva temere una debacle, invece il Livorno ha creduto che fosse tutto facile e, con un po' di fortuna, la situazione s'è addirittura capovolta. Gara piena di svarioni, comunque, da una parte e dall'altra. Barusso, dopo aver sfiorato il gol su punizione, ha dato banalmente via libera a Grossi, sulla rete decisiva, così come, sul fronte opposto, Foglio la stava combinando grossa, a inizio ripresa, con uno dei suoi soliti cartellini per fallo di frustazione. E Mondonico s'è precipitato a sostituirlo con Martinez. Il 4-4-2 annunciato dal tecnico alla vigilia ha peraltro retto bene, dimostrando una volta di più che questo schieramento, nei momenti di difficoltà, fornisce più garanzie di ogni altro. La lezione di questo vittorioso match va letta nel modo seguente. Chi sostiene che certi risultati poco brillanti dell'AlbinoLeffe si spiegano con la scarsa qualità dell'organico non ha capito niente. Questo gruppo - che certo non è nè l'Atalanta nè il Siena - è competitivo, a maggior ragione dati i limiti tecnici della categoria. Però bisogna disputare tutte le gare - e sottolineo tutte - con lo spirito sorretto da grandi motivazioni, non giocare una volta sì, una forse e l'altra no. Chi ha altro per la testa - e magari condiziona i compagni -, può star fuori. Grazie.

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