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Società

La pulce nell'orecchio

  • Pubblicato in Società
di Cesare Malnati


Non ha tanto senso commentare questa partita all'Atleti Azzurri con l'Ascoli (1-1). Il calcio è un fragile contenitore di stati d'animo, dai quali dipende la buona o la cattiva riuscita della prestazione. Se la vetrina di cristallo s'infrange, le emozioni si diffondono in libertà. E addio attenzione, concentrazione, tutti quegl'ingredienti indispensabili a una squadra. A fine gara s'è saputo che Mondonico dovrà assentarsi per un po', ma probabilmente nel gruppo dell'AlbinoLeffe che qualcosa di strano stesse per accadere la maggior parte dei giocatori l'aveva intuito. Sicchè censurare ora l'approccio al match - un approccio infelice quant'altri mai - avrebbe il valore di una critica gratuita. Fatto sta che la Celeste al 10' era già sotto, a causa di un cross facile facile, poco oltre la tre quarti, dell'ex Cristiano, incornato da un Feczesin lasciato completamente incustodito, libero di piazzarla nel modo migliore. E qualche altra amnesia s'era annotata prima che i blucelesti riuscissero a scuotersi, raccogliendo peraltro solo calci d'angolo fino al 42', allorchè Torri, subentrato da poco all'infortunato Momentè (portato fuori in barella), pareggiava da distanza ravvicinata. Poi nella ripresa, l'Ascoli - a lungo passivo - mangiava la foglia e il suo allenatore Castori, che aveva iniziato con un 4-3-3 simile a un 4-5-1, finiva con gli esterni più alti (Lupoli e Mendicino per Giorgi e Cristiano). Squadre lunghe, con Mondo pronto ad accettare la sfida al punto da presentare, all'epilogo, Mingazzini davanti a tre difensori, con a lato Bombardini e Grossi, sulle fasce Zenoni e Regonesi più Cocco e Torri punte. Il risultato non è più cambiato, anche se i marchigiani sono andati certamente più vicini al successo. E ancora una volta è salito in cattedra Tomasig. Meglio proiettarsi nell'immediato futuro, affrontando una realtà che momentaneamente non potrà considerare l'apporto fondamentale dell'esperto tecnico di Cassano d'Adda. Sostituirlo toccherà al suo "secondo", Fortunato. Ne parleremo a suo tempo. Intanto a Mondonico, che da uomo di sport saprà vincere quest'imprevista partita, il più grande in bocca al lupo! 

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