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Società

La pulce nell'orecchio

di Cesare Malnati


Normalissima questa sconfitta dell'AlbinoLeffe a Frosinone (1-2). Tecnicamente sprovveduti come tutti gli ultimi in classifica, i non ancora spacciati padroni di casa hanno fatto valere il fattore campo per raccogliere gl'irrinunciabili tre punti. Sebbene si vedesse chiaramente che una sola squadra, quella seriana, era in grado di far girar la palla, guardando la partita ero sicurissimo che alla fine avrebbero vinto i ciociari. Anzi ho pure scommesso. Mica per altro: perchè in questi casi la spinta di giocare fra le mura amiche si rivela quasi sempre decisiva. E come si fa a vincere se si è nettamente inferiori? Magari su rigore. Infatti proprio dal dischetto s'è sbloccato il risultato all'inizio della ripresa, quando la supremazia degli ospiti stava diventando evidente. Fallo reale, intendiamoci: trattenuta di Sala, più o meno avvinghiatosi a De Maio, in uno dei soliti mischioni. Successivamente, del resto, l'arbitro il rigore - che sarebbe valso il pareggio - l'ha dato anche alla Celeste, in seguito a una spintarella a Cocco, subito dopo aver sorvolato su un'irregolarità in area abbastanza solare nei confronti di Foglio. Fatto sta che lo stesso Cocco ha calciato centrale e il portiere Frison, respingendo coi piedi, ha salvato capra e cavoli. Dopo un primo tempo, su terreno scivoloso, dall'estetica assai discutibile (1-1 le palle-gol), la gara s'è accesa con la doppietta in rapida successione (10' e 12') del Frosinone, che, realizzato Cariello il penalty parato ma non trattenuto da Tomasig, ha immediatamente sfruttato il colpevole sbandamento dell'AlbinoLeffe con Cesaretti. Possibile che non si riesca mai a prestare attenzione fino in fondo? La reazione è stata tutt'altro che fulminea (tre sostituzioni di Mondonico, cioè Grossi, Cissè e Passoni per Luoni, Torri ed Hetemaj), ma gradualmente ci si è organizzati, riuscendo ad accorciare le distanze di testa con Cissè. Sicchè nel finale veramente s'è dominato in lungo e in largo, con tutti i marpioni del Frosinone, da Pestrin a Biso a Stellone, che hanno dovuto fare di necessità virtù perdendo tempo e ricorrendo a tutti i trucchi del mestiere. Peccato, perchè, al di là dello sbaglio dagli undici metri, in altre occasioni il gol è stato sfiorato. Ma non vale arrabbiarsi, perchè, in base alle circostanze in cui è venuta a cadere, non era da questa trasferta che si potevano racimolare punti. Resta una prestazione accettabile, dal punta di vista del gioco. Non si può dire la stessa cosa caratterialmente. Però per uscire indenni da campi così, in questa fase della stagione, bisognerebbe avere la personalità della grande squadra. Cosa che - nessun s'offenda - non è. 

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