L'opinione
- Pubblicato in Società
di Ildo Serantoni
La scorsa settimana, contro il Modena, ci hanno negato un rigore grande come una casa. Sabato a Frosinone il rigore ce l’hanno dato ma l’abbiamo sbagliato. In compenso, il Frosinone se n’è a sua volta procurato uno a proprio favore e lo ha messo a profitto, sia pure grazie a un tap-in. In un modo o nell’altro, insomma, nelle vicende di questi ultimi tempi dell’AlbinoLeffe c’è sempre di mezzo un rigore, che è poi quello che fa la differenza sul piano del risultato. In termini di gioco, infatti, sia la partita col Modena sia quella con i ciociari sono state sostanzialmente equilibrate. Trattandosi di squadre di bassa classifica, non poteva essere altrimenti. In casi del genere, dove regna sovrana la povertà del gioco per mancanza di uomini al di sopra della media, due sono le circostanze che possono rompere gli equilibri: un calcio di rigore, appunto, oppure una diversa carica agonistica.
A Frosinone, contro l’AlbinoLeffe, entrambe le circostanze si sono materializzate, pesando in modo decisivo sull’esito della partita. Del rigore - meglio, dei rigori - abbiamo detto. Quanto alla carica agonistica, purtroppo, siamo alle solite e ne conveniamo con Erasmo, sempre un po’ tranchant nei suoi giudizi ma mai fuori tema. Tra Frosinone e AlbinoLeffe ha prevalso la voglia di vincere: sembra una banalità, ma lo è soltanto in apparenza. I nostri hanno giocato con l’atteggiamento della squadra superiore, probabilmente suggerito dalla posizione in classifica; il Frosinone ha giocato con il coltello fra i denti di chi sa di non poter più contare su prove d’appello. L’istinto di sopravvivenza, insomma, ha avuto la meglio, come capita nove volte su dieci quando si affrontano due squadre che sfangano nei bassifondi. I peccati di presunzione si pagano sempre, a maggior ragione li paga chi non ne avrebbe nemmeno il motivo di coltivarli: e quale presunzione, di grazia, è legittimata davanti a una classifica del genere?
Insomma, cari amici miei albinoleffedipendenti: la situazione è ancora discreta, non abbiamo l’acqua alla gola, però ci si metta bene in testa che ogni partita, da qui a fine maggio, va giocata con ben altro piglio. A cominciare da quella di sabato con il Vicenza.