La pulce nell'orecchio
- Pubblicato in Società
di Cesare Malnati
Non possono bastare cinque minuti, pur disputati con la giusta cattiveria agonistica, per guadagnarsi la pagnotta, il che - nel caso nostro - avrebbe significato far risultato ospitando un Torino indubbiamente determinato. E infatti l'AlbinoLeffe ha perduto (1-2), nonostante l'impennata subito dopo l'intervallo che aveva prodotto ben sei calci d'angolo in rapida successione e il momentaneo pareggio (Sala, di testa, appunto su uno dei tanti tiri dalla bandierina). Ma poi la Celeste - senza esito l'ingresso di Foglio al posto di Girasole ad opera di Mondonico per evitare d'abbassarsi - ha ricominciato come nel primo tempo, con quell'atteggiamento sostanzialmente molle da antico romano del basso Impero, che ha finito col rilanciare i granata. Forse questi ultimi, qualora si fosseri trovati di fronte avversari in grado di spianare la grinta, avrebbero ormai badato più a portarsi a casa il punto che non a tentar di vincere, tant'è vero che a lungo si sono tenuti alla larga dalla porta di Tomasig. Nel finale, tuttavia, c'è stata una leggera accelerazione, sufficiente per ottenere il successo, con Antenucci, su assist di Pagano. Antenucci, a inizio gara, s'era lasciato neutralizzare da Tomasig mentre Pagano aveva realizzato al 21' il gol del primo vantaggio, di testa, non venendo adeguatamente marcato da Luoni. Sicchè s'è già esaurita la lista dei pericoli di giornata, che autorizza l'esattezza del punteggio definitivo. Il pari, intendiamoci, l'AlbinoLeffe non l'avrebbe rubato perchè la partita è vissuta a fasi alterne, però la differenza è dipesa dalla diversa mentalità con cui le due squadre hanno affontato la sfida. Eppure, se il Toro sta giocandosi i play-off, l'AlbinoLeffe i play-out. Perchè Grossi, ad esempio, s'è cimentato nell'uno contro uno, che fa parte del suo repertorio, solo in quei famosi cinque minuti? Perchè successivamente è finito tutto, quando anzi si doveva sfruttare l'inerzia a proprio favore del match, offrendo prima la sensazione di non crederci e dopo di non saper neanche reagire, sebbene ci fosse ancora tempo per l'ultimo assalto? Insomma, al di là di disfunzioni tecniche rintracciabili anche nelle formazioni concorrenti (giocando con Cocco di punta e Grossi a sostegno diventa arduo finalizzare e inoltre in difesa qualche errore individuale salta sempre fuori), bisognerà affrontare i prossimi impegni con tutt'altra testa. A cominiciare naturalmente da Cittadella, avversario diretto. Non sono tifoso, ma poichè da tre anni la società pubblica sul suo sito i miei resoconti, intendo rappresentare l'editore fino in fondo e perciò, in caso di prestazione inadeguata dal punto di vista caratteriale, scriverò, a uso e consumo d'Erasmo, cose turche. Fermo restando che la stessa società, se la situazione s'è deteriorata, tiene le sue brave responsabilità. Comunque rischiar la categoria in un'annata in cui il povero Ascoli deve battersi con cinque punti di penalizzazione e molte altre stanno alla canna del gas sarebbe veramente imperdonabile.