La pulce nell'orecchio
- Pubblicato in Società
di Cesare Malnati
Replica affermativa, senza mezzi termini, da parte dell'AlbinoLeffe alla domanda se la squadra - intesa come gruppo - creda oppure no a questa benedetta salvezza (che, dal punto di vista tecnico, neppure dovrebbe essere messa in discussione). L'imbarazzante quesito, come si ricorderà, s'era dovuto porre, pure in termini piuttosto bruschi, dopo l'ultima sconfitta interna col Torino. Ebbene, il campo del Cittadella è stato espugnato con l'insolito punteggio di 4-0 (già 3-0 all'intervallo, gol di Grossi, Torri e Regonesi, poi di nuovo Torri a inizio ripresa). Che cos'è accaduto? Chiedendolo agl'interessati, s'avrebbe la solita risposta, tipica degli addetti ai lavori, che non è cambiato niente, che questo è il calcio, che si vive d'episodi, eccetera. Invece, sebbene apparentemente la settimana scorsa sia trascorsa come tutte le altre, piena della consueta serenità, qualche parolina sarà stata pur detta da qualcuno. Questione d'assunzione di responsabilità. Fatto sta che, per esempio, s'è visto sin dai primi minuti che Paolo Grossi - come un ostaggio all'improvviso liberatosi dai vincoli ai polsi e alle caviglie - puntava l'avversario diretto, certo Marchesan, facendolo impazzire. Questa è stata la chiave del successo, in quanto , nella derelitta serie B di cui ci stiamo occupando, uno in possesso dell'uno contro spesso bruciante ti regala quell'impevedibilità che fa vincere le partite. Poi Grossi non ha solo il dribbling, ma anche il tiro da fuori. Chi ha sbloccato la gara? Lui, appunto, concludendo dal limite. Infine sempre Grossi è capace pure di rifinire, avendo splendidamente mandato in porta Torri, al momento di chiudere definitivamente la contesa. Eppure alla vigilia il Cittadella incuteva un certo timore. La presenza in attacco nelle sue file di Piovaccari, considerata la proprensione all'amnesia dei difensori seriani, era problematica. Mondonico ha individuato in Bergamelli, Sala e Piccinni i tre marcatori di maggiore affidabilità e ha visto giusto. Sicchè Piovaccari, che in pratica ha fatto un solo tiro, subito all'inizio, è stato neutralizzato. Successivamente la gara è parsa come narcotizzata fino al 40', minuto decisivo della rete sbloccapareggio. Dopodichè la pratica s'è potuta chiudere in ventidue minuti, recupero di trecento secondi, alla fine del primo tempo, compreso. Rispetto alla formazione più recente, quella battuta dal Torino, dentro - oltre Bergamelli, considerato più determinato sull'uomo nei confronti di Luoni, e Previtali, più esperto di Girasole, accanto a Mingazzini ed Hetemaj - lo stoccatore Torri, che infatti non s'è fatto mancar niente se ha toccato due palloni e li ha entrambi capitalizzati. In questo caso, il sacrificio di Cocco non è peraltro così scontato, essendo l'ex cagliaritano un buon giocatore, pur se in possesso di tutt'altre caratteristiche. Scelte rivelatesi, per l'occasione, congrue.