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Società

La pulce nell'orecchio

  • Pubblicato in Società
di Cesare Malnati


Stavolta è davvero il caso di farsi il segno della croce, sentitamente ringraziando Iddio. L'1-1 col Grosseto raggiunto al 52' del secondo tempo equivale al classico sospiro di sollievo, al risveglio da un incubo. L'AlbinoLeffe, infatti, perdendo in casa in concomitanza con le trasferte vittoriose di concorrenti dirette quali Cittadella e Portogruaro, sarebbe nuovamente andata a cacciarsi in una situazione di classifica molto difficile. Vero è che un punto più, un punto meno non significa in teoria granchè, ma l'aspetto psicologico, a poche giornate dalla fine, ha la sua notevole importanza. Ciò non toglie che bisogna essere ancora una volta molto duri con la squadra, che è del tutto incapace di leggere le partite. Eppure in panchina siede uno come Mondonico, che è famoso per non sbagliare (quasi) mai una mossa. Però è in campo che bisogna farsi valere, con un atteggiamento di gran lunga più autoritario: insomma bravi, belli e buoni non serve assolutamente. Il Grosseto - due punti sopra l'AlbinoLeffe - non era venuto per vincere. Arrivati a metà ripresa senza che si fosse potuta ancora annotare una sola palla-gol, si procedeva lungo il binario del pareggio. Siccome non siamo in Inghilterra, piaccia o non piaccia, questo è il censurabile calcio di casa nostra. In questa situazione, se giochi in casa e ti fai buggerare da un Caridi entrato dopo l'intervallo, che parte da lontano, buonanotte. Certo che se lo lasciano venire avanti, quello, dotato di un buon sinistro, che deve fare? Pervenuto al limite, tira. Gol. Roba da matti. A quel punto, il Grosseto mica si lascia rimontare: prova a vincere, no? Sicchè, cinque minuti di panico sono da mettere in preventivo e poco ci manca di beccarne un altro. Senza contare che Mondo aveva appena tolto Torri, l'unico stoccatore in suo possesso, per il fine dicitore Cocco, bravo a far salire i compagni ma che di concludere a rete manco se lo sogna. S'è dovuto ricorrere al convulso finale, con l'allenatore degli ospiti, Serena, espulso e soprattutto con la punizione di Regonesi, andata a buon fine. Il forte imbestialimento, vestendo i panni dei responsabili di società e gruppo, sta nella constatazione che non è la prima volta che la formazione in campo dimostra totale idiosincrasia nella gestione della gara. I giocatori che si parlassero fra loro, si mandassero pure a quel paese, ma facessero qualcosa. L'unico che dà l'impressione di strillare verso i compagni è Mingazzini. Gli altri, compresi i più esperti, si limitano al compitino. Grossi sta provando più volte rispetto al passato l'uno contro uno: adesso però non deve esagerare, cadendo nell'errore opposto, tipico dei giocatori con le sue caratteristiche, che, superato un avversario, tornano indietro per dribblarlo un'altra volta. Meno male che Piacenza e Sassuolo hanno deciso di giocare alla roulette russa. Ho la vaga sensazione che, alla penultima, Piacenza-AlbinoLeffe potrebbe diventare un bel problema. Ripensando a quel 3-3 dell'andata, poi...

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