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Società

Intervista a Marco Gaburro, parte III

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Pubblichiamo la terza e conclusiva parte dell'intervista a Marco Gaburro, allenatore della Primavera seriana.

Mattia Valoti: un consiglio da parte sua in vista della prossima esperienza che farà al Milan.

Non ci sono molti consigli tecnici da dare ad un ragazzo così dotato. Il lavoro su di lui è stato soprattutto mirato a fargli cogliere l'importanza della fase di non possesso palla e a trasmettergli quegli strumenti necessari per potersela anche cavare negli uno contro uno difensivi. E' migliorato nella fase di rientro e di aiuto alla squadra anche se lo fa ancora in maniera troppo intermittente. Serviva anche un completamento fisico-strutturale che grazie soprattutto al lavoro del Prof. Mutti si sta completando. Si tratta comunque di un 93 in ritardo strutturale ed è quindi prevedibile che si possa ancora "riempire". In tal senso al Milan non mancheranno di adoperarsi... Il consiglio che si può dargli è di mantenere l'umiltà e la voglia di lavorare che lo hanno sempre contraddistinto, di insistere sul perfezionamento della fase difensiva e di non trascurare mai la struttura, che più si sale di livello e più aiuta. Il resto lo farà il tempo.


Il ricordo più importante di questo campionato appena conclusosi?

E' stato un campionato che ha visto l'alternarsi di prestazioni molto esaltanti e di partite fin troppo opache. Credo che i momenti più belli della stagione siano stati: la vittoria contro il Milan ottenuta nel girone di andata, la vittoria di Brescia con l'euro goal di Valoti e ovviamente la vittoria in casa contro il Varese... in rimonta... che ci ha dato una grande soddisfazione.

Vorrei ricordare che anche quest'anno, come l'anno scorso, ad un certo punto della stagione siamo stati "a tiro" del gruppo davanti. Quest'anno è successo dopo il mese di gennaio e le quattro vittorie consecutive ottenute. Per riuscire nell'impresa sarebbe servito un Valoti in palla per tutto il ritorno e qualche infortunio in meno. Invece, come era successo lo scorso anno, il mese di febbraio ha visto qualche stop di troppo e qualche giocatore importante calare di rendimento. Se si vuole fare un salto di qualità anche a livello di risultati bisogna lavorare in due direzioni: allestire una rosa più ricca, che permetta qualche ricambio di qualità in più, con maggior competizione interna; valutare bene il mix di annate che formano il gruppo iniziale, in modo da non fargli pagare troppo l'impatto con il campionato e partire con un progetto tattico più "rigido", che pensi meno alla "rotazione" all'interno della rosa e punti un pò di più sul consolidamento di un blocco squadra.

Quest'anno, insomma, ci si è confermati sui 35-36 punti di rendimento che ci avevano visti attestarci sopra la metà della classifica anche lo scorso anno. Per cambiare passo serve una squadra che possa raccogliere 48-52 punti. Non è un cambiamento da poco. Arrivare a 40-42, infatti non cambierebbe più di tanto l'esito della stagione.

Studiare il passato, capire, osservare anche gli altri e ripartire sono gli ingredienti indispensabili. Consapevoli che i miracoli non avvengono tutti gli anni. Consapevoli che si sta comunque crescendo a vista d'occhio di anno in anno e che i giocatori di prospettiva aumentano con il passare delle annate. Consapevoli che guardandosi in casa il gruppo del prossimo anno sarà ancor più competitivo. E consapevoli, infine, che solo attraverso una programmazione paziente, attenta e mirata si possono raccogliere risultati a medio lungo termine. Che sono poi i risultati che rendono più felici, perchè non casuali e frutto del lavoro.

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