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Società

La pulce nell'orecchio

  • Pubblicato in Società
di Cesare Malnati


Veramente assurdo. L'Atalanta, già promossa e perciò tranquilla e beata, finisce la partita con tre ammoniti e l'AlbinoLeffe, sull'orlo della retrocessione, con uno! Ecco, questo dato nudo e crudo, dice tutto. I seriani hanno giocato con un fair play francamente grottesco, che avrà certamente fatto morire dal ridere gli spigolosi tifosi della formazione cittadina, abituati in tanti anni di peripezie su e giù per la penisola a combattere domenicalmente le guerre puniche. E infatti i nerazzurri si sono esibiti come sempre, senza una particolare decisione ma ovviamente escludendo d'astenersi dai contrasti di gioco anche duri: forse che l'AlbinoLeffe pensava d'impietosirli, con quel comportamento così sottomesso? Fatto sta che Colantuono ha mandato in campo quelli meno utilizzati nell'annata dei suoi, ottenendone una risposta positiva. Inoltre diciamola tutta: perchè la Celeste facesse risultato in questa gara, l'Atalanta avrebbe dovuto segnarsi due o tre autogol. Invece è finita - non l'ho ancora riferito - 3-2 per la capolista (ora più che mai), 3-0 dopo 40 minuti per quella che stava profilandosi come una goleada sul velluto. Tutti gol, naturalmente, secondo il ben noto rito in voga nel cuore della retroguardia biancoceleste, laddove un avversario libero di saltare si trova sempre: troppo facile dopo soli 6 minuti per Bonaventura e dopo 19 per l'ex Ruopolo. Ancora incustodito successivamente lo stesso Bonaventura, autorizzato stavolta a calciare, così da portare a 65 (dicasi sessantacinque) il passivo dell'AlbinoLeffe alla quarantesima giornata. Tanto per non chiudere troppo presto le ostilità a Grossi era consentito di sventolare la propria bandiera prima dell'intervallo,  poi nel secondo tempo ci si poteva aspettare finalmente un assalto all'arma bianca, un assedio rabbioso, calci e calcioni. Macchè, nonostante l'ingresso del vivacizzatore Cisse per Hetemaj e, nel finale, addirittura di Cocco in luogo di Sala, dopo che Lebran aveva surrogato Bergamelli. Torri però riusciva ad accorciare, su assist di Grossi, ma il pari non è arrivato, anzi il 4-2 è stato a lungo nelle disponibilità dei vari Ceravolo (dentro per Ruopolo) e Marilungo. A questo punto, c'è poco da aggiungere. La classifica non sarebbe ancora di definitiva condanna, ma la squadra da alcune settimane pare svuotata, come se, al di là di una possibile defaillance fisica, non credesse affatto a se stessa. In questi casi conta molto la società, tuttavia, stando ai risultati, questa situazione non è stata finora correttamente affrontata. Il tempo sta per scadere. 

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