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Società

La pulce nell'orecchio

  • Pubblicato in Società
di Cesare Malnati


Dilapidare due gol all'attivo in una partita in cui ti giochi la vita è stata un'autentica crudeltà nei confronti di tifosi e simpatizzanti, accorsi stavolta in buon numero all'Atleti Azzurri d'Italia. Tanto più che il gioco è stato quasi sempre nei piedi dell'AlbinoLeffe. Comunque bastava il pareggio sicchè, col 2-2 finale, in Lega Pro è retrocesso il Piacenza. Quest'ultima gara, belloccia anzichenò spettacolarmente parlando, è stata lo specchio della sofferta stagione dei seriani, capaci d'inconcepibili distrazioni così determinanti da compromettere in un baleno situazioni all'apparenza consolidate. Insomma quando nello spareggio conclusivo casalingo vai al riposo col doppio vantaggio puoi star tranquillo sì o no? Invece si ritorna in campo e, anche se ci sarebbe solo da gestire l'immaginabile arrembaggio dei disperati ospiti, in meno di due minuti Piccinni su Cacia combina un grosso guaio spingendo l'avversario e beccandosi ammonizione e rigore., puntualmente trasformato dal capocannoniere. L'unica cosa che non sarebbe mai e poi mai dovuta succedere. Però l'AlbinoLeffe, che nel primo tempo aveva abbastanza brillantemente comandato le operazioni,e supera l'inevitabile sbandamento e si riprende le redini del match dall'alto di una propensione di gran lunga maggiore alla manovra: la formazione celeste è più squadra, in poche parole. Eppure a un quarto d'ora dalla fine ancora Piccinni - sfortunato, in quanto nel complesso ha fornito una buona prestazione, ma pur sempre nei panni del capro espiatorio - lascia rimbalzare in piena area una palla a questo punto preda dell'esperto Graffiedi per il pari sotto la traversa. Che il Piacenza - già da tempo lungo, con un sacco d'elementi d'attacco inadatti a rientrare - sia formazione strampalata lo conferma all'epilogo, non più in grado d'impensierire seriamente Layeni nonostante il miraggio di salvarsi in extremis segnando un solo gol. Però la strizza è stata tanta. La Celeste era andata presto in rete con Girasole, grazie ad uno schema su palla ferma da Passoni a Previtali con relativa palla radente dal fondo per l'accorrente centrocampista, schierato da Mondonico in un 4-3-2-1 con Passoni in posizione strategica davanti al duo centrale Lebran-Piccinni per proteggerlo. E al 35' giungeva pure la realizzazione del solito Grossi, con un bel tiro, a garantire un intervallo rilassato. Chi l'avrebbe detto che la prospettiva era di passare le pene dell'inferno, a ridosso del fischio finale dell'arbitro? 

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