Giacomo Poggioli, da sempre all'AlbinoLeffe
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Giacomo Poggioli èall'AlbinoLeffe da sempre. Responsabile sanitario della Celeste fin dallanascita del club, ha seguito e curato tutti i giocatori che sono passati dalla squadraseriana, nessuno escluso. Oggi si racconta ad albinoleffenews.com: il suolavoro, dove ha cominciato, il Leffe di 20 anni fa, l’emozione più grandevissuta in Celeste.
Spiegaci innanzitutto in cosa consiste il tuo lavoro…
Il mio lavoro consiste nellaresponsabilità sanitaria dell’intera società, non solo la prima squadra. Devoprescrivere tutti gli esami previsti dalle normative vigenti e coordinare tuttigli aspetti sanitari, dai giocatori professionisti fino ai ragazzi dellegiovanili.
Una vita all’AlbinoLeffe ormai…
Eh sì. Sono arrivatoall'AlbinoLeffe ... ancora prima che esistesse l'AlbinoLeffe. È un lavoro che migratifica molto: quando sono arrivato a Bergamo ho cercato una strada perconciliare il mio lavoro alla mia passione, il calcio. Da specialista inmedicina dello sport non potevo che essere appagato da questa via. . Sonoarrivato al Leffe nella stagione 1992/93: da circa 20 stagioni seguo il calciodella Valle Seriana. Il Leffe di allora mi diede questa opportunità: mi ricordomolto bene Bortolo Mutti allenatore e Pippo Inzaghi in attacco, un grande Leffeche era arrivato in alta classifica: purtroppo non riuscimmo a ripeterci l’annodopo con l’allenatore Mei. Mutti fu chiamato dal Verona e portò con sé Furlanetto,Cefis e lo stesso Inzaghi…
Quando è avvenuta la fusione sonodivenuto responsabile sanitario dall'AlbinoLeffe e da allora non mi son piùmosso. Sono cambiati diversi colleghi in tutti questi anni: penso a Metelli,che ora è a Brescia, e a tanti altri.
Anche se devo ammettere che hocominciato la mia carriera da medico di squadre di calcio molti anni prima. Dal1981 al 1984 sono stato al Milan, 2 anni con Castagner e 2 con Liedholm... Hoimparato la gestione di una società di calcio con maestri come il dottor Montie il professor Scotti, dei quali ero collaboratore.
L’emozione più grande da quando lavori per l’AlbinoLeffe?
L’emozione più grande è statacertamente la partita al cardiopalma con il Pisa, la partita che ci ha dato laserie B: un susseguirsi di emozioni e di goal, un altalena che alla fine ci hapremiato. Un’emozione incredibile, nessuno poteva credere che una società diprovincia, una società che rappresenta una valle di Bergamo, potesseraggiungere questi traguardi, perché, comunque sia, la serie B è un traguardodi livello altissimo. L’altra più grande emozione è stato sfiorare la serie A:per un nonnulla non ci siamo riusciti, siamo arrivati alla finalissima, èpassato il Lecce, ma siamo usciti a testa alta. È stata anche questa un’emozionefortissima, anche se, ripeto, non siamo riusciti a tagliare quel traguardo eanche se, e forse anche proprio per questo, nessuno avrebbe mai scommesso su dinoi.