L'opinione
- Pubblicato in Società
Il pallone che rotola non è una scienza esatta, ma alla lunga ci si avvicina. Se di fronte ci sono due avversari dallo squilibrio tecnico abissale, dove una squadra vince il confronto ruolo per ruolo a mani basse, dove la stessa squadra ha uomini talmente validi da risolvere una partita con una giocata mentre l’altra è costretta a costruire dieci per raccogliere uno, beh se c’è di mezzo tutto questo è molto difficile che il risultato possa sfuggire a una logica tanto stringente. È quanto accaduto sabato pomeriggio fra AlbinoLeffe e Sampdoria. Per una mezzora abbondante l’AlbinoLeffe ha fatto tutto ciò che doveva sia dal punto di vista tattico, sia sul piano comportamentale. Sì è costruito una superiorità numerica a metà campo, dove tre dei nostri - Hetemaj, Laner, Girasole - hanno fatto girare la palla sotto il naso dei due sampdoriani Objang e Palombo. Ha sostenuto il vantaggio territoriale costruendo un paio di buone occasioni da gol. È stato attento in fase di filtro e copertura impedendo all’avversario di entrare in area. Insomma, ha fatto tutto bene, tranne che in fase di realizzazione. L’esatto contrario della Samp, che ha subito quasi senza controbattere salvo fare gol col primo tiro in porta del pomeriggio. Destino cinico e baro? Nossignori. Si torna all’assunto iniziale: il gol di Foggia è stato il capolavoro di un giocatore dai piedi di velluto, non nuovo a prodezze del genere. Quindi, chi ha potuto affidarsi alla giocata di un bravo esecutore ha avuto ragione. La rapida incursione di una vipera come Bertani ha poi messo la sordina alla partita, complice una difesa bluceleste che ha lasciato fare i propri comodi a Padalino, il quale non è un fenomeno ma ha pur sempre alle spalle tre campionati di A e una mezza dozzina di B. Mestiere: proprio quello di cui i nostri sono ancora apprendisti.
Verdetto inelutabile, insomma, che tuttavia scaturisce al termine di una partita che induce a guardare avanti senza farsi venire il mal di testa. Giocando così contro avversari meno attrezzati - ce ne sono almeno 15 inferiori alla Samp - si dovrebbe riuscire a cogliere i punti che servono a garantirsi una vita con meno tribolazioni. Si dovrebbe anche - meglio: sarebbe auspicabile - riuscire a chiudere una partita senza subire gol, ma questo è un discorso più complicato. Siamo in buona compagnia - anche Cittadella, Empoli, Modena, Reggina, Vicenza hanno sempre beccato almeno una rete - ma la constatazione non è tale da sollevarci lo spirito. Mal comune non è mai mezzo gaudio.