logo albinoleffe

Società

La pulce nell'orecchio

  • Pubblicato in Società
di Cesare Malnati


Stavolta l'AlbinoLeffe - altro cheindulgenza! - merita tanti puntuti calci nel sedere quanti non ne ha mai presinella sua storia d'onorata (finora) squadra di calcio. Sconfitta casalinga colLivorno per 4-0. Inizio letteralmente terrificante, sotto di due gol (Piccolo eSchiantarella, con Tomasig che non sembra più lui) e di due occasionissime, fracui un palo, entro un quarto d'ora. In tribuna qualcuno s'è chiesto se ilPaoloni di turno - ogni riferimento all'ancora non definitivamente accertatavicenda dell'ex portiere della Cremonese è puramente casuale - non avessedistribuito bicchierate di Frascati, negli spogliatoi prima del match. Ripresadel gioco, dopo l'intervallo, altrettanto choccante, con Belingheri che cimette un minuto e mezzo, teneramente solo, a far valere la legge dell'ex,trovando successivamente pure la doppietta personale. Sicchè al 58' partitafinita. Roba da matti, tenuto conto che questo match altro non potevaessere che la prova del nove del recentissimo successo infrasettimanale nientemenoche col Padova. Interessava soprattutto la tenuta della fase difensiva e unadimostrazione di continuità conseguente allo zero al passivo appena ottenuto.La sconsolante risposta è stata una solenne "bambola", simile aquella di Pescara e, se vogliamo ben guardare, anche a quella, sebbeneormai datata, di Cagliari, in Coppa Italia. Sarà bene ricordare, a questopunto, che "bambole" del genere, cioè gol a gogò sul groppone, sonomolto (ma molto) preoccupanti, se ripetute E la ripetizione è, appunto, il casonostro.  Non frega nulla che sia a Pescara (dove un 5-0 s'eratramutato all'epilogo in 5-3) sia col Livorno (anche se il"cappotto" è rimasto) i blucelesti - con i buoi fuori dalla stalla -qualcosa in attacco abbiano prodotto: i gol vanno realizzati o sfioratiquando servono. Attenzione perchè la B di quest'anno è molto più impegnativarispetto all'anno scorso e poche sono le squadre a rischio sbando, o tecnico odirigenziale. Scendere nei particolari spetta al tecnico. Mister Fortunato nonfa mistero che gli manca un leader, uno di personalità che nei momentid'emergenza consolida i compagni, magari dando in escandescenze con imedesimi, per arrestare la frana. Questo è vero. Intanto non sipuò far a meno d'annotare che Tomasig, che ha cambiato preparatore, èmolto meno sicuro. Naturalmente i primi ad accorgersene sono i compagni direparto. Il secondo gol è sicuramente colpa sua, il primo forse, insomma checosa sia accaduto a questo guardiano, che pareva in carriera, vacapito. Può darsi che, facendo mente locale, un motivo si trovi. Unaseconda osservazione riguarda lo schieramento, proposto con un classico4-4-2 a conferma della linea bassa Daffara-D'Aiello-Bergamelli-Piccinnipiù Cristiano-Laner-Hetemaj-Foglio nonchè Cisse-Torri (in tribuna precauzionalmenteCocco). Laner necessiterebbe di un centrocampo a tre, che - nella fase di nonpossesso - si può realizzare se gioca Girasole, in grado d'abbassarsi. Cisse,che - pur nella sua anarchia - ha vivacizzato da solo l'attacco seriano, ètutt'altro giocatore. Anche se non mi compete, aprirò una finestrella sullaprossima gara, a Modena col Sassuolo. A costo di rimetterci ilpranzo, ho visto Sampdoria-Sassuolo, disputata subito prima. Be', il Sassuolo,di cui non conoscevo affatto l'allenatore Pea, è superorganizzatissimo, conundici uomini che in qualunque momento e in ogni zona del campo sanno sempreperfettamente che fare. E gli emiliani, l'anno scorso, hanno a lungorischiato di retrocedere. Per i seriani sarà dura, venendo da questo 0-4! 

Questo sito web utilizza cookie per gestire, migliorare e personalizzare la tua esperienza di navigazione. Per maggiori informazioni su come utilizziamo i cookie e su come rimuoverli, consulta la nostra politica sui cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.