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Società

La pulce nell'orecchio

  • Pubblicato in Società
di Cesare Malnati


Questa rubrica s'intitola "La pulcenell'orecchio" ma stavolta nell'orecchio c'è un elefante, altro che unapulce! AlbinoLeffe ancora sconfitta (1-3). In casa, dal Crotone, cioè una parigrado. Al di là del risultato, la squadra ha finito addirittura in otto controundici. E una simile, inconsueta inferiorità numerica neppure è maturataall'epilogo. Tre espulsioni, nella ripresa, in rapida successione:D'Aiello al 5' (fallo da rigore e doppia ammonizione), Daffara al 16' (ultimouomo) e Foglio al 24' (presunto gioco scorretto). Ciò significa che proprio nonci siamo dal punto di vista mentale, Collezionare cartellini rossi non può chedimostrare insicurezza e nervosismo, direttore di gara troppo severo oppure no.Comunque la sconfitta era già maturata. Quando D'Aiello ha dovuto perprimo lasciare il campo, il Crotone, in vantaggio alla fine del primotempo con Djuric e appena raggiunto da Foglio, s'apprestava a tornare avantirealizzando il penalty (trasformazione di Loviso). Poi naturalmente non c'èstata più gara, anche se orgogliosamente i seriani sono riusciti ad evitarealmeno la quasi ovvia goleada, capitolando nuovamente solo al termine (Ciano).Analizzando la parte sana della gara, balza agli occhi che i pitagorici,rinunciatari a lungo, alla prima occasione abbiano fatto centro: l'intera fasedifensiva locale non ha funzionato e Regonesi ha completato l'opera perdendosiDjuric, smarcatosi dalla sua parte. Inoltre è inconcepibile pareggiare(bel gol, assist di Hetemaj e conclusione di Foglio) evanificare immediatamente tutto: possibile non riuscire a restar calmineanche per un minuto? Ma pure in offesa l'AlbinoLeffe ha latitatoperchè non si sono registrate palle-gol. Anzi, un acuto osservatore habituèdella tribuna vip ha rilevato che la formazione di Fortunato è stataparadossalmente più propositiva una volta ridotta ai minimi termini (un tirodel subentrato Pacilli, due o tre corner). E si tratta di una valutazione softma in realtà pesantissima, che chiama in causa spietatamente un'innegabilemancata combattività di fondo. Se qualcuno vuol dar la colpa all'arbitro,faccia pure, ma non è così che s'aggiusta la baracca. Ora veniamo a qualchenumeretto, per quanto crudo e spiacevole. I blucelesti hanno perduto sei delleultime sette gare (parziale 7-18), vincendo - fortunosamente, va detto - colPadova. L'atavico problema della permeabilità della retroguardia (in tutto sonoventicinque i gol al passivo) è ben lungi dall'essere risolto, sebbene iltecnico abbia da qualche gara varato una specie di formazione tipo. Questionedi carenze individuali, come sostiene l'osservatore di cui sopra? Dall'esternos'è provato a scuotere la squadra prima con la carota poi col bastone. Nienteda fare. Il grafico fa concorrenza alle ribassiste contrattazioni di PiazzaAffari e non s'intravvede certo un'inversione di tendenza. Il gol beccato neltempo di recupero dal Sassuolo, settimana scorsa, indicherebbe, eventualmente,l'insistenza della perturbazione. Correre ai ripari sembra inevitabile,fregandosi le mani per la tempestività delle attuali difficoltà. Le crisid'ottobre, al tirar delle somme, non hanno mai fatto male a nessuno. 

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