La pulce nell'orecchio
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di Cesare Malnati
Molta sostanza nel pareggio (2-2 in rimonta, entrambi i gol su corner) a Castellammare di Stabia: l'AlbinoLeffe - soprattutto - ha acquisito all'improvviso, da tre partite, sicurezza di sè e personalità, cioè le due componenti che erano mancate nella fase iniziale della stagione. In Campania s'è avuta la controprova. Sotto di due gol all'intervallo, la squadra di Fortunato ha avuto fortuna in avvio di ripresa, dimezzando lo svantaggio con un bel colpo di testa di Germinale quando non pareva ne esistessero i presupposti, ma successivamente s'è imposta una più che giudiziosa gestione della gara al punto d'agguantare il risultato, al 43', con Lebran, appena entrato per il claudicante Malomo. E poco prima, a dimostrazione che la non casuale impresa stava maturando, Girasole - anch'egli inserito in luogo di Pacilli - aveva colpito la beffarda base del palo, a portiere battuto. Eppure il primo tempo era stato negativo. Ma va pur considerata la forza dell'avversario, testimoniata da ventun punti effettivi in classifica (quattro di penalizzazione). La Juve Stabia, sull'amico campo in sintetico, è una specie di rullo compressore, come s'è constatato all'inizio, per l'aggressività chiamata da un pubblico calorosissimo. Fatto sta che è stata dura respingere gli assalti forsennati, culminati peraltro con la realizzazione al 17' dell'argentino Erpen, senza la possibilità - Germinale, centravanti teorico, ridotto a primo difensore, del resto apprezzatissimo - di replicare, data la straordinaria veemenza di tutta la squadra avversaria. Salvata la pelle in un paio di circostanze, ci mancava pure l'inedito, incredibile, inconsapevole gol di tacco di Cazzola, in chiusura di frazione, per catalogare la trasferta nel novero di quelle impossibili. Invece, come spesso accade nel calcio, è cambiato tutto. Anche i cambi operati dalla panchina, tuttavia, hanno probabilmente avuto il loro peso. Presto dentro Girasole, lo schieramento ha assunto gradualmente i connotati sempre più di un 4-2-3-1, che ha accentuato la sua forza a metà ripresa con l'avvicendamento di Foglio col granatiere Torri. Logico che, nella fase finale, allorchè l'AlbinoLeffe s'è giocata il tutto per tutto, con l'area trasformatasi in campo di battaglia, i padroni di casa abbiano sofferto. L'importante è averlo capito e averci creduto. Sicchè, ora che le prime luci dell'alba si stagliano all'orizzonte - cinque punti in tre gare, di cui due in tutt'altro che semplici trasferte, dopo le sette sconfitte su otto -, va molto meglio. C'è ancora qualcosa da registrare, intendiamoci, ma il tecnico ha individuato un assetto pressochè collaudato: le scelte individuali si possono compiere di volta in volta.