L'opinione
- Pubblicato in Società
di Ildo Serantoni
Quindici punti doppo la 15a giornata: esattamente come l’anno scorso. Con una leggera differenza a favore: l’anno scorso erano state giocate otto partite in casa e sette fuori, quest’anno l’inverso. Identica è anche la posizione in classifica - diciottesima ieri come oggi - con quattro squadre alle spalle: dodici mesi fa erano Grosseto, Portogruaro, Sassuolo e Ascoli, oggi sono Modena, Gubbio, Nocerina e lo stesso Ascoli. La differenza, in meglio, è che un anno fa l’Ascoli era attaccato alla coda del gruppo (11 punti), mentre ora è praticamente già retrocesso nonostante lo scatto d’orgoglio di domenica a Brescia.Tutto ciò cui stiamo assistendo è dunque un deja-vu, nel rispetto sostanziale delle previsioni. Che sarebbe stato un altro anno tribolato, per l’AlbinoLeffe, stava scritto nei sacri testi della logica: bastava guardare l’organico e confrontarlo con quello delle avversarie.
Le prime quindici giornate, poco più di un terzo del campionato, sono lì a dimostrarlo. Quanto al momento, possiamo essere abbastanza soddisfatti. La vittoria sull’Ascoli, il largo pareggio di Empoli, quello in rimonta di Castellammare di Stabia sono risultati che, oltre a dare ossigeno alla classifica, hanno tirato su il morale. Il gruppo ne trarrà sicuramente autostima: ora è consapevole che sui campi della metà classifica in giù può andare a cacciare il risultato.Adesso, però, c’è da concentrare gli sforzi su due match contro avversari di livello superiore, a cominciare dalla Reggina in arrivo nella notte di lunedì. Lo squadrone dello Stretto, costruito per salire in serie A, sta tenendo fede alle attese, forte di un solido impianto di gioco e di una forza d’urto che le riconosce il secondo attacco della Bwin, preceduto solamente da quello fantasmagorico del Pescara di Zeman.