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Società

La pulce nell'orecchio

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di Cesare Malnati

L'AlbinoLeffe ha vinto 3-1 a Brescia, calci d'angolo 6-0 per il Brescia. Paradossi che si verificano quando s'incontrano una squadra ai massimi e l'altra ai minimi, sia per condizione fisica che per tranquillità. Sicchè quella ai massimi, nel nostro caso la Celeste, in due passaggi va in porta negli spazi (anche due occasionissime per i blucelesti, in giallorosso da trasferta), mentre la confusa avversaria s'incarta orrendamente nel tentativo senza capo nè coda di manovrare. Che poi due mesi fa AlbinoLeffe e Brescia stessero messe esattamente al contrario è la sacrosanta verità, ma non chiedete a me di spiegare i motivi della doppia metamorfosi. Intanto ora s'è registrato pure il sorpasso in classifica. La gara per i seriani è filata liscia come l'olio, con vantaggio su rigore, ottenuto e realizzato da Cocco, al primo affondo (13'). Può darsi che sia stato quest'episodio a mandare in tilt i padroni di casa, i cui alfieri d'inizio stagione El Kaddouri, Salomon, Jonathas, Juan Antonio (Feczesin e Vaas in panchina) non si sono mai visti se non per puerili e macroscopici errori. Festa grande, dunque, per gli uomini di mister Fortunato, schierati col solo Cocco in avanscoperta, con Pacilli e Foglio (quest'ultimo autore della restante doppietta e devastante sulla fascia sinistra) esterni ed Hetemaj robusto frangiflutti con accanto capitan Cristiano e Laner. Ed ecco, in libera uscita dalla sua postazione di primo della difesa da destra, Luoni - addirittura - e Cocco fallire di pochissimo il raddoppio, puntualmente giunto a ridosso dell'intervallo. Nella ripresa avanti così, senza sussulti, con la netta sensazione che in ripartenza sarebbe stato possibile arrotondare ulteriormente il punteggio. Detto fatto, al 23', con la fuga vincente di Foglio. Jonathas ha accorciato le distanze nel tempo di recupero. Tirando le somme, vittoria tanto semplice che si rischia di non celebrarla come si dovrebbe. Una cosa comunque è certa: l'ansia e l'angoscia dei non lontani tempi bui sono sparite d'incanto, sostituite da un sacco di fiducia e sicurezza. La chiave del filotto di risultati in corso (cinque partite utili, nove punti) non può che essere questa. Mai come in questa occasione  è sconsigliabile esibirsi in graduatorie di merito: voto otto per tutti, dal presidente al magazziniere passando attraverso il mio amico addetto stampa, l'ineffabile Francesco Alleva.

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