La pulce nell'orecchio
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Il fortino seriano ha resistito pure con una buona dose d'eroismo fino a dieci minuti dalla fine, quando non s'è potuto fare a meno d'alzare bandiera bianca di fronte al continuo assedio dell'esercito veronese, spinto da un pubblico da serie A e infatti giunto all'ottava vittoria consecutiva (più una in Coppa Italia, in trasferta). Comunque udite udite, o pochi ma buoni sostenitori dell'AlbinoLeffe: la vostra squadra, che solo un paio di mesi fa ne avrebbe beccati cinque o sei, ha disputato una buona partita difensiva, tant'è vero che - sebbene col decisivo contributo della fortuna - avrebbe anche potuto tornarsene a casa a porta inviolata. Sorpresa? Mica poi tanto. Basta consultare i numeri. Vero che i blucelesti hanno preso ben 34 reti, ma di queste solo sette nelle ultime sette gare. E allora il lato positivo di questa sostenzialmente proibitiva partita sta nella conferma definitiva che mister Fortunato ha individuato l'assetto giusto, che prevede, nella fase del contenimento, quattro difensori puri in linea (per l'occasione Luoni, D'Aiello, Bergamelli e Piccinni) più il robusto frangiflutti Hetemaj da vecchio libero, o quasi, ma dieci metri avanti la retroguardia anzichè dietro. Col Verona comunque non c'era trippa per gatti: troppo determinati gli uomini di Mandorlini. Il gol è arrivato tardi, tuttavia prima c'erano state almeno tre limpidissime occasioni, fra cui una potentissima traversa a portiere ultrabattuto del greco Tathcidis (o come diavolo si chiama). L'AlbinoLeffe - con Cristiano e Foglio larghi e Laner e Girasole centrali - ha costantemente tentato di controllare, riuscendo a tratti nell'intento, ma non è stata in grado di proporre quelle ripartenze che avrebbe frenato i padroni di casa. Si può dire che in questo senso sono stati carenti gli uomini deputati al contropiede? No, anche loro erano troppo impegnati nell'arginare l'onda gialloblù. Nella ripresa, al 15', è entrato, per Cocco, Germinale, quest'ultimo indubbiamente più propenso all'offerta di sacrificio e quantità rispetto al compagno. E proprio Germinale stava per confezionare la beffa, un attimo prima che la sua squadra capitolasse, con un tiro finito fuori di poco. Ma non ci si può certo attaccare a questa palla-gol per contestare la sconfitta. Nel convulso finale, con i blucelesti punti sul vivo una volta sfumata l'illusione del pareggio, si sono registrati un paio d'episodi d'eccessivo nervosismo, che sono costati a Laner l'espulsione e a Piccinni l'ammonizione. Quando si perde, bisogna saper tenere i nervi a posto. Tanto più che in questo caso c'è ben poco da recriminare.