L'opinione
- Pubblicato in Società
di Ildo Serantoni
La battuta d’arresto di Verona, che interrompe un utile filottino, ci può stare. Già ci poteva stare alla vigilia, a maggior ragione ci sta dopo avere visto la partita. Troppa, in questo momento, la differenza fra le due squadre: tecnica, motivazionale, ambientale. Sì, anche ambientale, con quel Bentegodi gremito ed entusiasta che profumava di serie A. In quella situazione l’AlbinoLeffe ha fatto tutto quello che ha potuto e, come dice giustamente Fortunato, non ha motivo per lamentarsi o per recriminare. Semmai, qualcosa può recriminare il Verona, cui il punteggio risicato non riconosce appieno la superiorità mostrata sul campo.
Dunque, come s’è detto in apertura, la sconfitta ci sta. Non ci potrebbe stare, invece, un eventuale, malaugurato passo falso sabato contro il Gubbio. È un’eventualità talmente remota alla quale non vogliamo nemmeno pensare. L’obiettivo minimo è non perdere, quello auspicabile vincere. Per attrezzarsi al meglio - tecnicamente, tatticamente, mentalmente - l’AlbinoLeffe dovrà ispirarsi proprio al Verona di sabato scorso, che ha avuto il grande merito di mettere in campo la pazienza, insieme al resto delle sue notevolissime risorse. Contro il Gubbio bisognerà ovviamente giocare bene, ma servirà molto anche la pazienza. Pensare di andare in campo per risolvere in fretta la questione sarebbe un errore psicologico che potrebbe avere nefaste conseguenze nel caso in cui i minuti passassero e il gol non arrivasse. Per segnare c’è sempre tempo: il Verona ha aspettato più di 80 minuti senza farsi prendere dalla frenesia. Ha spinto in progressione, per usare un termine ciclistico, asfissiando l’AlbinoLeffe e costringendolo ad arretrare il proprio baricentro minuto dopo minuto. Un lavoro da picadores, alla fine coronato dall’affondo del matador.
Ecco, proprio questo dovrà essere sabato il modello dei nostri. Ora e sempre, forza AlbinoLeffe!