La pulce nell'orecchio
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di Cesare Malnati
Due traverse (Malomo e Cristiano, nella ripresa) non sono bastate all'AlbinoLeffe per battere il Gubbio. Ma un'eventuale vittoria avrebbe giustificato le forti recriminazioni degli ospiti umbri, che a loro volta hanno sfiorato il gol in un paio di circostanze (Sandreani nel primo tempo, Benedetti dopo l'intervallo). Sicchè il pareggio finale (0-0) va considerato assolutamente esatto. Risultato però che sostanzialmente non soddisfa il clan seriano. A gennaio - ora il campionato va in vacanza - bisognerà definitivamente svegliarsi, nel senso che l'evoluzione della squadra deve completarsi. Altrimenti si rischierà di brutto fino alla fine. Contro il Gubbio, diretta concorrente comunque propensa al gioco, come tutte le formazioni del vecchio Gigi Simoni, si sono sprecati i quarantacinque minuti iniziali. Manovra lenta e fasi alterne fino alla mezz'ora, con gli avversari in cattedra nella fase finale, nonostante oppure proprio a causa di uno schieramento più offensivo che difensivo, con in campo contemporaneamente Girasole (accanto al frangiflutti Hetemaj), Pacilli, Foglio (esterni), Germinale e Cocco (punte). Poi le cose sono migliorate con l'ingresso di Cristiano al posto di Pacilli, giocatore quest'ultimo troppo timido, naturalmente portato all'uno conto uno tuttavia quasi mai in grado di vincerlo. Incidendo maggiormente Cristiano, la fase offensiva - una volta alzati i ritmi - è diventata un po' più credibile, anche se il Gubbio non ha mai dato l'impressione di trovarsi in serie difficoltà. Mister Fortunato ha sostituito pure il capocannoniere Cocco con Torri, senza ottenere grandi benefici, ma il cambio aveva un senso in quanto il titolare, in questo periodo, non riesce a fornire un apporto quantitativo sufficiente. Fatto sta che la gara - alla lunga accettabile sul pano spettacolare - non s'è più sbloccata. Insomma d'accordo che la continuità (una sola sconfitta in otto partite) è molto importante. Non si vorrebbe che la pareggite sia considerata una sufficiente consolazione: bisognerà pur ricominciare a vincere. Per ottenere l'obiettivo è indispensabile crederci maggiormente, stabilendo che svolgere ognuno il proprio compitino non basta. Sì, perchè sarebbe illogico non sfruttare gli evidenti miglioramenti che derivano dal consolidato assetto difensivo, che ha incassato otto gol in otto partite mentre nelle precedenti dodici il deficitario passivo superava le due capitolazioni di media al match. Indisponibili D'Aiello e Piccinni (oltre a Laner), s'è rivisto Regonesi e soprattutto s'è cominciato a scoprire l'oggetto misterioso Malomo, quest'ultimo autore di una prova positiva. Poste queste basi, non dovrebbe essere impossibile aumentare la cadenza e forse sarebbe opportuno scegliere anche per l'attacco un modulo e insistere sulla soluzione individuata. Una punta? Due punte? Con la retroguardia bloccata e lo schermo davanti alla difesa, si può sopportare a centrocampo il tandem offensivo (tenuto conto che Germinale è in grado di dare una mano) con tre elementi, di cui due sulle fasce provvisti di buona gamba. Complessivamente l'organico è competitivo, perciò ha il dovere di raccogliere qualche punto in più.