Lettera del presidente Andreoletti a La Gazzetta dello Sport
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Egregio Direttore,
leggo sul Suo giornale di ieri una frase che ci riguarda "(…) Se certedichiarazioni di Gervasoni risultassero vere e riscontrate, si potrebberitenere che l'AlbinoLeffe non fosse una squadra, ma una ricevitoria, l'AlbinoBet",e mi corre l' obbligo di farLe presente che l'U.C. AlbinoLeffe non è mai statae mai sarà niente di diverso da una società di calcio, che intende promuoverela pratica dello sport e il rispetto di alcuni valori che locaratterizzano.
La società si è già espressa inmaniera puntuale e precisa in merito alle incresciose vicende cui si fariferimento mettendosi a disposizione sia della Procura di Cremona che dellaProcura Federale. Ribadisco e sostengo nuovamente l'assoluta e categoricaestraneità della società U.C. AlbinoLeffe ad ogni tentativo di alterazione deirisultati ottenuti sul campo e confermo la nostra intenzione di difenderel'onestà, la trasparenza, l'onorabilità e il nome dell'U.C. AlbinoLeffe in tutte le sedi opportune.
Cortesemente La invito, se loritiene utile ed interessante per i suoi lettori, a rappresentare anche lostato d'animo di chi, dopo aver investito tempo e denaro, si trova coinvolto in vicende che screditano il lavoro di tanti anni e creanodisorientamento nei nostri giovani, in chi ama il calcio in genere e inparticolare ai nostri tifosi che, al grido di "mei poch chenisù" , ci sono sempre stati vicini oltre che essere per noi un motivo di rispetto e d'orgoglio.
La lettura dei verbali degli atti che risultano dagli interrogatori svoltisi ci lasciano profonda amarezzae delusione sia dal punto di vista umano che sportivo: sembrerebbe che tantigiocatori, che consideravamo "bravi ragazzi" e che hanno fatto parte,in anni passati, della nostra 1a squadra, hanno tradito la/le societàd'appartenenza e gli elementari principi deontologici della loro professioneche noi e le loro società d'appartenenza precedente, sono certo, abbiamoindicato. E parrebbe, altresì, che ci "siamo giocati" la promozione in serie A (!) nel campionato 2007-08 e la partecipazioneai play-off nel 2008-09 non per questioni "di valore sportivo" ma peraltre nefandezze.
La giustizia farà il suo corso eserenamente seguiamo l'evolversi, ma è chiaro fin d'ora che l'eventuale dannoeconomico-sportivo sarebbe enorme, ma, comunque, sempre troppo poco in confrontoal discredito procurato.
Usando l'espressione di un collega, anch'io mi sento un "tonto", perché non mi sono mai accorto di nulla: hoanche "pesantemente discusso", come ricorda in altro articoloun suo giornalista, con collaboratori, ma facendo sempre analisitecnico-sportive che alla luce dei fatti che stanno emergendo forse non eranoneanche corrette, ma Le garantisco, che nessuno m'ha mai invitato ariunioni in casa private dove, forse, si decideva per chi giocare o ci sispartiva denaro.
A nome della società, dei compagni di squadra e di tutti i collaboratori mi permetto di chiedere,almeno fino a prova contraria, che vengano evitate in articoli di analisisportiva battute degne del miglior ... "rompi pallone" .
Ringraziandola porgo cortesisaluti.
Gianfranco Andreoletti