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L'opinione

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di Ildo Serantoni

Cominciamo tirando un un bel sospirone di sollievo: non siamo più la squadra più battuta del campionato. Fino a un mese e mezzo fa sembrava un record inattaccabile quello negativo dell’AlbinoLeffe e invece è stato largamente battuto dalla Nocerina, che ha subtio 22 reti nelle ultime nove partite. Naturalmente, non sarebbe bastato il calo dei campani se, contestualmente, i nostri non avessero registrato a mo’ di capolavoro la loro fase difensiva: nello stesso lasso di tempo in cui la Nocerina ha incassato i suoi 22 gol, infatti, l’AlbinoLeffe ne ha subiti solamente sei, mantenendo la porta inviolata in ben cinque occasioni. Perso senza rimpianti un primato, ne abbiamo nel frattempo stabilito un altro, che non ci porta gloria ma non ci duole nemmeno più di tanto: siamo la squadra più fallosa del campionato. Una interessante statistica pubblicata dall’autorevole collega Guglielmo Longhi sulla Gazzetta dello Sport di lunedì evidenzia, infatti, che l’AlbinoLeffe ha commesso 369 falli, quattro più del Grosseto. La Celeste non è tuttavia da considerare la squadra più cattiva: il primato in questo senso non lo toglie nessuno al Bari (sette espulsioni e 62 ammonizioni).

Statistiche a parte, adesso c’è da guardare con maggiore attenzione alla sostanza, che tuttavia ai numeri si abbevera. Se l’AlbinoLeffe perde una sola volta nelle ultime nove partite e, nonostante ciò, viaggia con un solo punto di margine sopra il limite-salvezza, significa che la sola imbattibilità non è un elemento tale da garantire una serena prospettiva. Meglio perdere magari qualche partita, ma vincerne qualcuna in più. L’ideale sarebbe cominciare già sabato con il Cittadella dell’amico Foscarini, riguardo al quale vale la pena di tornare di nuovo sui numeri, che invitano a una riflessione. Pensate un po’, amici lettori: il Cittadella ha segnato soltanto un gol più dell’AlbinoLeffe (26 contro 25), ne ha subiti soltanto quattro di meno (30 vs 34) e ha perso lo stesso numero di partite (9), eppure ha ben sei punti di vantaggio (28 vs 22), che sono un’enormità. La differenza? Non riguarda le sconfitte, come abbiamo visto. Sta tutta nel rapporto fra vittorie e pareggi: loro 8-4, noi 5-7. Tutto qui. Sembra un dettaglio, invece può essere il diaframma che separa salvezza da retrocessione.

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