La pulce nell'orecchio
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Prima o poi l'AlbinoLeffe dovrà pur ricominciare a vincere, ma intanto tocca prendere quel che passa il convento. Cioè pareggi, pareggi e ancora pareggi. Col Cittadella, all'Atleti Azzurri d'Italia, 1-1 (settimo nullo in nove partite). Gara anomala. Infatti i seriani hanno avuto tre occasioni clamorose, tutte nel finale, dopo che nella prima frazione c'era stato il botta e risposta risultato alla fine decisivo. Eppure gli ospiti non rubano niente, in virtù di un'organizzazione di squadra invidiabile. Cominciamo dalle palle-gol. Al 29', un rigore, fallito da Germinale (che - appena entrato in luogo di Cocco - se l'era procurato), ma anche brillantemente respinto coi piedi dall'estremo difensore Cordaz. Poi un imperdonabile errore di Salvi, che - anch'egli da poco inserito, al posto di Pacilli - ha preferito lanciarsi in una volata velleitaria anzichè lanciare in autostrada un Foglio libero di presentarsi in beata solitudine davanti al suddetto Cordaz. Infine, proprio al 90', un palo a portiere battuto di Foglio. Sicchè da questo punto di vista il presidente Andreoletti, mister Fortunato, Valoti, Togni, Alleva, i consiglieri tutti hanno buon diritto di recriminare. Tuttavia per l'intera mezz'ora iniziale della ripresa il Cittadella ha sostanzialmente dominato. E pure in precedenza i collaudati sincronismi della squada ospite avevano retto molto bene. Senza contare che l'AlbinoLeffe in vantaggio era effettivamente riuscito a passare, a sei minuti dall'intervallo, con una bellissima intuizione di Pacilli, lesto a mettere davanti alla porta avversaria Laner, a sua volta prontissimo nell'insaccare. Però non esiste vanificare tutto, come è accaduto nei sessanta secondi successivi, allorchè l'imberbe diciottenne Busellato - peraltro con un tocco di classe e conseguente conclusione appropriata - riusciva fulmineamente a pareggiare. Incredibile essersi distratti in questo modo e mi riferisco in generale all'intera fase difensiva, attentissima fino ad allora ed evidentemente andata in estasi. Se non erro, una cosa del genere s'è recentemente già verificata: gol segnato e gol subìto. Individualmente l'errore ricade su Lebran, che ha lasciato dentro l'area troppo spazio all'avversario diretto al punto che quest'ultimo ha potuto aggiustarsi la palla di tacco. Peccato, in quanto la formazione bluceleste se la stava giocando tatticamente al meglio, dando l'impressione d'aver ormai assimilato il molto lavoro settimanale sul campo. Sicchè oggi come oggi il problema più grande di questa squadra riguarda l'aspetto mentale, ossia una certa fragilità nel gestire i vari momenti di una gara. Così probabilmente si può spiegare, ad esempio, l'affanno subentrato una volta subìto il pareggio e prolungatosi per un bel po' anche al rientro dagli spogliatoi. In conclusione, s'è visto insomma un AlbinoLeffe ad intermittenza, ben messo in campo - con l'usuale 4-1-4-1 - ma non abbastanza sicuro di sè: pesa certamente che in casa, su undici partite, solo tre siano state vinte.