Alla scoperta del Settore Giovanile: Alberto Arrigoni
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Prosegue il viaggio nel settore giovanile dell'AlbinoLeffe alla scoperta di coloro che lo compongono: oggi è il turno di Alberto Arrigoni, preparatore di portieri dell'attività di base della Celeste.
Buongiorno a tutti, il mio nome èAlberto Arrigoni, sono il preparatore dei portieri dell’attività di base delsettore giovanile e alleno i portieri delle squadre Pulcini A, B e C.
Dopo aver ricoperto il ruolo diportiere nelle categorie dilettantistiche in varie società della nostraprovincia, nella stagione 2001/02 ho intrapreso l’attività di preparatore deiportieri del settore giovanile nellasocietà Solivanese 95 (Fara Olivana con Sola), per poi passare alla societàForza & Costanza di Martinengo, sia come preparatore del settore giovanileche dei portieri della prima squadra nella categoria Eccellenza. Nella stagione2004/05 sono approdato all’Atalanta B.C., ricoprendo in primis il ruolo di“Istruttore per portieri nella Scuola Calcio” e successivamente come preparatore dei portieri nell’attività di base,rimanendovi per sei stagioni.
Dal luglio 2010 sono entratonella famiglia dell’Albinoleffe, guidato nella mia attività dal coordinatoredell’area tecnica portieri del settore giovanile Silvio Cortinovis.
A differenza di tanti mieicolleghi, la mia istruzione scolastica non è indirizzata al mondo sportivoma…al benessere animale, con una laurea conseguita alla Facoltà di MedicinaVeterinaria.
L’ambiente che ho trovato sin daiprimi giorni all’AlbinoLeffe mi permette non solo di progredire ed incrementarele mie conoscenze, grazie al continuo e proficuo confronto con gli allenatoried i preparatori del settore giovanile, ma soprattutto di trasmettere tuttoquesto ai bambini che con tanto entusiasmo valicano ogni settimana il cancellodel campo dall’allenamento desiderosi di apprendere e migliorarsi.
Ed è su questo desiderio diapprendimento e voglia di migliorarsi che imposto la metodologia del lavorosettimanale dei portieri dell’attività di base, bambini con un’età compresa trai 7 ed i 10 anni. Un lavoro che deve avere come punto fondamentale l’aspettoludico ed il “divertimento”, non inteso come termine a sé stante, ma come uncontinuo coltivare la passione per questo ruolo, che in un’età così delicata habisogno di tanta sicurezza e fiducia in se stessi. A questo si somma unacomponente altrettanto importante come quella coordinativa, che mai come oggi èfondamentale, grazie all’inserimento di gesti pre-acrobatici nelle varie fasidell’allenamento, uniti alla tecnica di base. Il portiere si trova così adapprendere e trasformare molteplici stimoli, dando in prima persona le risposteagli errori che si commettono (e guai se non ci fossero!) in modo daincominciare a creare una propria autocritica ed autostima, fondamentale in un ruolocome questo.
Gli obiettivi di certo nonpossono essere solo e soltanto di carattere tecnico-coordinativo, ma devonoracchiudere tutta una serie di elementi in modo da creare una base solida sullaquale impostare il lavoro negli anni a seguire dei miei colleghi Ardigò,Taiocchi e Cortinovis. A mio avviso però il primo obiettivo resta quello di farvivere ad un bambino un’esperienza forte come quella di giocare in una societàimportante come l’AlbinoLeffe, mantendosi sempre nella sua dimensione dipersona che davanti a sé ha un cammino tutto da percorrere costellato di gioiee delusioni, entrambi di vitali importanza. Ed il ruolo del preparatore deiportieri dell’attività di base si trasforma così anche in ruolo d’educatore,dove la pazienza va di pari passo con l’insegnamento dei gesti fondamentali,condividendo con loro vittorie e sconfitte (meglio le prime però…).
In tutto i portieri dell’attivitàdi base sono sette, ed ognuno di loro “sogna” ad occhi aperti di vestire un giorno la maglia da titolare in primasquadra. Il mio compito è quello di non farli smettere di sognare e di darloro, al meglio delle mie possibilità, le basi per far si che nel loro futuroci sia la realizzazione di questo desiderio.
Un saluto ed un buon 2012 ricco di soddisfazioni per tutti.