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Società

La pulce nell'orecchio

  • Pubblicato in Società

di Cesare Malnati

A quando il successo - che manca ormai da dieci giornate - non è dato sapere, ma contro il Pescara autorevole candidato alla promozione è stato già gran risultato per l'AlbinoLeffe acchiappare il pari, anche se casalingo. D'altra parte è sempre più arduo commentare le gare della Celeste, che, segnandosi da sola, pare autocondannarsi a cominciare la sua fatica settimanale costantemente ad handicap. Incredibile più del solito come al 18' si sia verificato l'ennesimo harakiri, con Salvi (schierato ineditamente primo a destra nella linea difensiva del canonico 4-4-2) inventarsi in piena area un passaggio al portiere che nessuno avrebbe mai e poi mai potuto mettere in preventivo: stazionava nei pressi pure Bergamelli, a cui eventualmente appoggiare la palla. Il portiere, Offredi, ha controllato, si fa per dire, con piedi letteralmente di gesso, servendo un assist imperdibile proprio al capocannoniere Immobile! La partita era iniziata in rigoroso ossequio del rituale dello studio reciproco, sicchè un episodio del genere l'avrebbe definitivamente segnata se gli abruzzesi - arrugginiti anzichenò dal lungo stop causato dalle note nevicate in riva all'Adriatico - si fossero messi in testa d'affondare i colpi. Invece no. Pur marcando una netta supremazia tecnico-tattica, gli allievi di Zeman hanno finito col gigioneggiare, come si fa quando si milita in B e non si è una grande squadra da Champions. E l'AlbinoLeffe, al 29' del secondo tempo, ha raccolto i frutti d'esser riuscita a rimanere in partita grazie a un colpo di testa vincente di Cocco. Che dire della prestazione dei blucelesti? Senza gli svarioni individuali, ordinata. Trattasi di un buon punto di partenza, ma gli errori singoli - altri ce ne sono stati, al di là dell'odierno peccato originale da attribuirsi a Salvi e Offredi in tandem - continuano ad esser tali da costringere l'osservatore a mantenere riservata la prognosi circa l'esito di questo complicatissimo campionato. A mister Salvioni comunque il coraggio non manca, nel tentativo d'inculcare ai suoi una mentalità da protagonisti. Proprio Salvi - ex esterno più o meno alto schierato in difesa - ne è la più lampante dimostrazione. Ma anche il dirottamento in panchina d'Hetemaj, che nella precedente gestione sembrava aver risolto il problema dei troppi gol presi essendo stato piazzato come filtro davanti alla retroguardia. Al posto del finlandese, Previtali, teoricamente più portato alla costruzione. Con vicino Laner (pregevole un suo assist per Cocco, nella fase iniziale) e Pacilli e Foglio sugli esterni, nella speranza di vederli ogni tanto volare. Più le due punte, Cocco e Cisse, autore quest'ultimo di una prova da vivacizzatore dell'attacco. Gli scettici non possono non avanzare la seguente domanda di prammatica: ma questa squadra, con i limiti tecnici di cui sopra, è in grado di giocarsela alla pari? Difficilissimo rispondere, anche se c'è sempre da chiedersi quale sarebbe poi l'alternativa. Chiarissimo che il tecnico non scorge altre soluzioni. Una volta pareggiato, sapete che ha fatto? Fuori Cisse, dentro Torri, potenziale bomber che tuttavia poco o nulla aiuta, in base alle sue caratteristiche, la squadra. Mossa addirittura per vincere in rimonta, come peraltro talvolta accade, in situazioni simili. Per i tifosi ci sarà da lottare con un sacco d'ansia, ma che emozione cercar di salvarsi e contemporaneamente soffrire!

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